Sabadini: “Sapir punta su intermodalità e più servizi ai clienti nell’automotive e nella logistica”
Nel prossimo futuro nuove categorie merceologiche, sviluppo delle aree e trasporto combinato marittimo, ferroviario e stradale

Ravenna – La Sapir di cui Riccardo Sabadini è presidente è il principale operatore terminalistico di Ravenna ed è attivo in vari settori, dalle rinfuse ai ferrosi, ai container e al project cargo. A margine dell’evento De Portibus si è soffermato a dialogare con SHIPPING ITALY.
Che prospettive può aprirvi a medio lungo termine la trasformazione in atto del porto di Ravenna?
“Ravenna vive un momento di trasformazione ma si intravede già come sarà il futuro. Anche Sapir è in perenne movimento, nel senso che stiamo cercando sempre di aprire nuove strade e di allungarci nella catena della produzione del valore, quindi stiamo ragionando su nuove merceologie. Abbiamo cominciato tre anni fa con l’automotive e oggi stiamo cercando di sviluppare l’attività intermodale. Siamo convinti che l’apertura della galleria del Brennero ci potrà dare un ulteriore impulso, consentendo di collegarci direttamente all’Europa del Nord.”
Come vi state muovendo sul fronte dell’intermodalità?
“Vorremmo rafforzare un sistema, che peraltro già esiste, con gli altri operatori logistici dell’Emilia-Romagna, a cominciare dall’interporto di Bologna. Il mercato dell’intermodalità ci attrae molto e pensiamo di essere in grado di svilupparlo adeguatamente grazie alle aree di cui già disponiamo e che sono collocate vicino alle nuove sottostazioni di Ravenna. Fra nuove categorie merceologiche, sviluppo delle aree e intermodalità pensiamo di averne abbastanza per i prossimi dieci anni…”
A De Portibus avete accennato a nuovi servizi che offrite, in particolare prelavorazioni su alcuni materiali: ci può spiegare meglio?
“Partiamo dicendo che l’atteggiamento di Sapir nei confronti delle aziende per cui lavora non è mai stato mai quello di fornitore-cliente: abbiamo sempre cercato di considerare i nostri clienti come partner. Nel momento in cui, a causa della guerra in Ucraina, è emersa l’esigenza di utilizzare materiali che non potevano più entrare nel ciclo produttivo delle ceramiche ‘tal quali’ come l’argilla ucraina, ci è stata fatta la richiesta di fare miscele fra vari tipi di argilla e noi ci siamo riusciti: ora forniamo un servizio in più al cliente e questo ci ha aperto altre prospettive.”
Ci sono altri esempi simili?
“Si, nell’automotive non forniamo più soltanto il banale ‘parcheggio’ delle macchine, abbiamo aggiunto anche un servizio post vendita per allungare la catena del valore.”
Puntate quindi a diversificare servizi e competenze?
“Ampliare la gamma dei servizi offerti secondo noi è una cosa molto importante. Il fatto che a Ravenna abbiamo a disposizione altri 60-70 ettari da mettere in produzione ci porta a pensare di offrire altri servizi di logistica, perché l’area è particolarmente funzionale: da un lato c’è la sottostazione, dall’altra parte c’è la SS67 e dall’altra parte ancora il mare. Abbiamo quindi la possibilità di spostare la merce gomma-ferro, gomma-nave, ferro-gomma con facilità.”
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