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Da Procida un nuovo “patto” per rilanciare l’occupazione a bordo delle navi

Semplificazioni e digitalizzazione non bastano mai. Pagano (Comitato del Lavoro Marittimo): “Raggiunti risultati importanti, ma per noi è un punto di partenza”

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
4 Giugno 2026
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Procida convegno Comitato lavoro marittimo (2)

Procida (Napoli) – Digitalizzazione e semplificazioni, continuando nel solco degli ultimi provvedimenti legislativi che dopo tanti anni hanno finalmente aperto la strada in questo senso. Sembra essere (ancora) questa la ricetta per ridare slancio all’occupazione marittima in Italia, come è emerso nel corso della prima giornata del Convegno sul Lavoro Marittimo, giunto alla sua ottava edizione, andata in scena questa mattina a Procida.

“Rotte incerte, futuro necessario e irrinunciabile” è stato il titolo scelto per questa due giorni di incontri e dibattiti, che hanno guardato a quanto sta succedendo a livello geopolitico nel mondo, con i relativi riflessi sul trasporto marittimo, ma che si sono concentrati in particolare sulla situazione italiana. Fabio Pagano, fresco di nomina a Presidente di Fedepiloti, ma in questo caso con il “cappello” di storico Presidente del Comitato del Lavoro Marittimo, organizzatore dell’evento, nella sua relazione ha rivendicato i risultati raggiunti nei mesi scorsi: “Siamo arrivati – le sue parole – alla digitalizzazione del libretto di navigazione, una battaglia che era nata proprio qui a Procida e che abbiamo portato avanti con determinazione. Ne siamo orgogliosi, ma per noi questo è un punto di partenza, non possiamo accontentarci. Come è ormai noto infatti il comparto marittimo è alle prese con una carenza di personale ormai strutturale e occorre invertire la tendenza: l’Italia vanta un patrimonio di competenze ed esperienze che non può andare disperso. La nostra ricetta è chiara e poggia su tre pilastri: digitalizzazione, semplificazione dell’apparato burocratico, raccordo ancora più intenso fra mondo della formazione e mondo del lavoro. Sappiamo che anche sotto questo profilo è stato fatto molto e che gli enti coinvolti sono operativi e pronti a mettersi a disposizione: è un fatto positivo, perché mai come in questo caso si può dire che siamo tutti sulla stessa barca. Ridare slancio all’attrattività del settore marittimo in Italia può essere importante anche per l’intero Sistema Paese: le grandi crisi internazionali che stiamo vivendo hanno imposto all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza del trasporto marittimo come leva imprescindibile per la sicurezza e lo sviluppo: un ulteriore motivo per rafforzare questo settore anche in Italia, partendo dal capitale umano”.

Sulla necessità di “avvicinare ulteriormente le persone al mare e alle professioni del mare” si è soffermato anche Sergio Liardo, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, che pure ha riconosciuto “gli importanti risultati archiviati in questo anno”. Patrizia Scarchilli, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il Mare e il Trasporto Marittimo ha ricordato come, anche all’interno del Dicastero di Porta Pia, l’attenzione verso il lavoro marittimo sia “andata crescendo anno dopo anno, riconoscendo quindi l’importanza di questi lavoratori per l’economia italiana. Inoltre, dopo il periodo pandemico, ci siamo ritrovati alle prese con una grave carenza di personale, in parte colmata grazie al finanziamento alla formazione iniziale del 2023. L’anagrafe unica e digitale della gente di mare sarà poi fondamentale per avere una fotografia costantemente aggiornata del comparto, sapere quanti sono questi lavoratori, come si è sviluppata la loro carriera. Sarà importante anche per contribuire a colmare il divario fra domanda e offerta di lavoro”.

Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, si è inserito sulla stessa falsariga, lodando i contenuti del recente decreto Valorizzazione della Risorsa Mare (“Un passo avanti per tutto il comparto”) ma proponendo, nel contempo, un nuovo “patto per la semplificazione” fra tutte le componenti del cluster marittimo e portuale, la politica e l’amministrazione: “La bandiera italiana deve tornare a essere altamente competitiva a livello internazionale, la concorrenza è forte ed è anche interna al nostro continente. Come fare? Semplificando, sburocratizzando e digitalizzando ancora, ancora e ancora”.

Davanti ad una numerosa platea riunita al Procida Hall dell’isola campana, è stato infine dato appuntamento a domani per un’altra mattinata intensa di lavori, focalizzata sulle conseguenze sul comparto e sul lavoro marittimo delle grandi crisi geopolitiche del nostro tempo. Previsti gli interventi, in videomessaggio, del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli.

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