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Porti

Approvate le conclusioni sulla strategia dell’Ue in materia di porti

Attenzione concentrata su infrastrutture dual use, rischi cyber, Ets e “l’importanza di mantenere condizioni di parità, affrontando le distorsioni derivanti da asimmetrie normative, concorrenza sleale e alcune pratiche di paesi terzi”

di Redazione SHIPPING ITALY
10 Giugno 2026
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In occasione del Consiglio Ue dei Trasporti andato in scena a Lussemburgo gli Stati membri hanno approvato le conclusioni sulla strategia europea per i porti; nell’occasione è stato riaffermato il ruolo vitale che i porti svolgono nel rafforzare l’autonomia strategica dell’UE, nel garantire le catene di approvvigionamento critiche, nell’accelerare la transizione energetica e nel mantenere la leadership globale dell’Europa nel trasporto marittimo.

Nelle conclusioni, la Commissione Europea viene invitata a valutare l’efficacia delle strutture di coordinamento e governance esistenti a livello Ue e, ove necessario, a istituire nuovi meccanismi a sostegno dell’attuazione. Si sottolinea poi “l’importanza di mantenere condizioni di parità, affrontando le distorsioni derivanti da asimmetrie normative, concorrenza sleale e alcune pratiche di paesi terzi”. Gli Stati membri chiedono che gli sforzi proseguano per “garantire un accesso equo al mercato per gli operatori europei nei mercati portuali di paesi terzi, in condizioni equilibrate e non discriminatorie”.

Il Consiglio accoglie con favore anche l’intenzione della Commissione di fornire orientamenti sulla valutazione degli investimenti esteri nei porti dell’UE. “Pur sottolineando che i porti europei devono rimanere destinazioni attraenti per gli investimenti, gli Stati membri evidenziano che il controllo degli investimenti dovrebbe essere basato sul rischio, proporzionato e non discriminatorio. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alla salvaguardia della sicurezza economica e alla prevenzione di un indebito controllo straniero sulle infrastrutture e sulle operazioni portuali critiche” è scritto.

Nel corso del Consiglio è emerso poi anche un tema di sicurezza all’interno di un contesto “sempre più complesso, caratterizzato da minacce legate al terrorismo, al sabotaggio, alla criminalità organizzata, alla corruzione, agli attacchi informatici, alle minacce ibride e a quelle poste dai droni. In tale contesto, gli Stati membri accolgono con favore le iniziative esistenti e future volte a rafforzare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture portuali. Tra queste figurano l’Alleanza europea dei porti, una maggiore cooperazione con i partner internazionali e i paesi terzi, e la prossima proposta di un quadro UE che agevoli la cooperazione tra gli Stati membri in materia di controlli sui precedenti dei lavoratori portuali”.

Oltre a ciò anche il tema della mobilità militare è stato centrale. “I porti svolgono inoltre un ruolo cruciale nella mobilità militare e nella prontezza difensiva dell’Europa. In quanto nodi essenziali per il movimento di personale e attrezzature militari, i porti contribuiscono direttamente alla resilienza e alla sicurezza dell’Unione” è scritto nel rapporto finale. “Gli Stati membri – si legge – sottolineano pertanto che l’attuazione della strategia portuale dovrebbe essere strettamente allineata con il lavoro in corso sulla mobilità militare, facilitando il rapido dispiegamento delle forze e garantendo la coerenza con gli sforzi intrapresi nell’ambito della Nato”.

Un capitolo a parte merito il sostegno alla transizione energetica: “Le conclusioni auspicano un maggiore sostegno alla fornitura di energia elettrica da terra (offshore power system), alle reti intelligenti, all’elettrificazione e a una migliore integrazione nella rete, garantendo al contempo che gli investimenti rimangano economicamente sostenibili e in linea con la domanda effettiva”.

A questo proposito gli Stati membri sottolineano inoltre l’importanza di accelerare la diffusione della rete elettrica, le procedure di autorizzazione e gli investimenti nelle tecnologie per l’energia pulita. Incoraggiano l’utilizzo dei proventi del sistema di scambio di quote di emissioni (Ets) dell’UE per sostenere la decarbonizzazione del settore marittimo lungo tutta la catena del valore, compresi il trasporto marittimo, le infrastrutture portuali e i combustibili alternativi.

Al contempo il Consiglio europeo “riconosce le preoccupazioni relative all’impatto del sistema Ets e di altre normative in materia di clima sulla competitività dei porti dell’Ue, compresi i rischi di deviazione del traffico, delocalizzazione delle emissioni di carbonio e trasferimento degli investimenti”. La Commissione è pertanto invitata a continuare a monitorare tali effetti e, se necessario, a proporre misure correttive mirate, preservando al contempo gli obiettivi climatici dell’Unione e garantendo l’allineamento con i quadri normativi internazionali.

Affrontando il tema della coesione sociale e dei posti di lavoro di qualità, le conclusioni sottolineano l’importanza di garantire condizioni di lavoro sicure e di investire nella formazione, nella riqualificazione e nello sviluppo della forza lavoro per sostenere la trasformazione tecnologica del settore. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata ad attrarre donne e giovani verso le carriere nei settori marittimo e portuale”.

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