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Cantieri

Varata in Cina la seconda nuova nave per Airbus

Spirit of Mobile e le due sorelle entreranno in servizio, gestie da Louis Dreyfus, fra 2026 e 2027

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
13 Giugno 2026
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Mentre l’attenzione dell’industria aeronautica è concentrata sugli aerei che escono dalle linee di assemblaggio, una parte essenziale della catena produttiva di Airbus si gioca in mare. Il gruppo europeo ha infatti avviato il rinnovo della propria flotta dedicata al trasporto transatlantico di componenti aeronautici, puntando su tre nuove navi ro-ro a basse emissioni che entreranno progressivamente in servizio tra il 2026 e il 2027.

La più recente tappa del programma è stata il varo della Spirit of Mobile presso il cantiere Wuchang Shipbuilding Industry Group di Wuhan, in Cina. L’unità è la seconda di tre navi commissionate dall’armatore francese Louis Dreyfus Armateurs, dopo la Spirit of Toulouse e prima della Spirit of Mirabel. Le tre unità collegheranno Saint-Nazaire, in Francia, con Mobile, in Alabama, trasportando ali, sezioni di fusoliera, impennaggi e altri componenti destinati all’assemblaggio finale degli aeromobili della famiglia A320.

Il progetto nasce da una decisione assunta da Airbus nel 2023, quando il costruttore aeronautico ha affidato a Lda il rinnovo completo della flotta impiegata sulla rotta atlantica. L’obiettivo è duplice: sostenere l’aumento della produzione degli A320 e ridurre sensibilmente l’impronta ambientale della logistica marittima. Secondo le stime del gruppo, le emissioni annuali di CO2 associate ai collegamenti transatlantici dovrebbero scendere da circa 68.000 tonnellate registrate nel 2023 a 33.000 tonnellate entro il 2030, pari a una riduzione di circa il 50%.

Le nuove navi rappresentano un deciso salto tecnologico rispetto alla flotta attuale. Pur mantenendo una capacità equivalente a sei set completi di componenti aeronautici per viaggio, potranno trasportare anche circa 70 container da 40 piedi, migliorando l’efficienza complessiva della traversata.

L’elemento più visibile del progetto è costituito dai sei rotori Flettner installati su ciascuna nave. Alti 35 metri e forniti dalla finlandese Norsepower, sfruttano l’effetto Magnus per generare una spinta aggiuntiva grazie al vento, consentendo di ridurre il consumo di carburante dei motori principali. In condizioni operative tipiche dell’Atlantico settentrionale, il contributo della propulsione eolica potrebbe coprire tra il 15% e il 20% del fabbisogno energetico della nave.

La propulsione sarà affidata inoltre a motori dual fuel predisposti per l’impiego sia di gasolio marino sia di metanolo. In una prima fase le navi utilizzeranno prevalentemente combustibili convenzionali, in attesa che si sviluppi una filiera adeguata per l’e-metanolo, prodotto mediante energia rinnovabile e cattura della CO2. È proprio la disponibilità futura di questo carburante a rappresentare uno degli elementi chiave per il raggiungimento degli obiettivi ambientali dichiarati dal progetto.

A completare il pacchetto tecnologico contribuiscono sistemi di recupero del calore dai gas di scarico, eliche ad alta efficienza, rivestimenti a basso attrito per lo scafo e software di routing basati sull’intelligenza artificiale, capaci di ottimizzare velocità, rotta e utilizzo dei rotori in funzione delle condizioni meteorologiche e marine.

Per Airbus e Louis Dreyfus Armateurs il programma rappresenta molto più di un semplice rinnovo di flotta. Si tratta infatti di un banco di prova su scala industriale per verificare se la combinazione di propulsione assistita dal vento, carburanti alternativi e strumenti digitali possa garantire una riduzione sostanziale delle emissioni senza compromettere l’affidabilità di una supply chain particolarmente complessa e strategica. I risultati saranno osservati con attenzione non solo dal settore marittimo, ma anche dall’intera industria manifatturiera internazionale.

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