Gnv Azzurra, incendio in sala macchine. Tutti salvi, molte polemiche
L’emergenza sulla Genova-Porto Torres mobilita soccorsi italiani e francesi e riapre il tema della gestione delle crisi a bordo delle navi ro-pax

Nella notte tra il 19 e il 20 giugno la nave ro-pax Gnv Azzurra, impegnata sulla linea Genova-Porto Torres, è stata interessata da un incendio sviluppatosi nella sala macchine durante la navigazione nel tratto di mare compreso tra la Sardegna e la Corsica. L’emergenza, che ha coinvolto 876 persone tra passeggeri ed equipaggio secondo i dati comunicati dai soccorritori francesi, ha richiesto l’attivazione delle procedure di sicurezza di bordo e un ampio dispositivo di assistenza coordinato tra Italia e Francia.
Secondo le informazioni disponibili, il principio d’incendio si è sviluppato durante la navigazione quando l’unità si trovava a circa 20 miglia da Capo Senetosa, nel sud-ovest della Corsica. Il messaggio di soccorso è stato ricevuto dal Cross Méditerranée intorno alle 22,30, dando avvio alle operazioni di monitoraggio e assistenza. L’equipaggio ha immediatamente attivato le procedure previste dal Safety Management System della nave, operando per contenere il focolaio e garantire la sicurezza delle persone a bordo. In via precauzionale tutti i passeggeri sono stati convocati presso i punti di raccolta con indosso i giubbotti di salvataggio.
Gnv ha sottolineato in una nota che “la salute e la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio sono state tutelate in ogni momento e l’evento è stato gestito senza conseguenze per le persone a bordo; saranno subito avviate – come da prassi – le verifiche tecniche per accertare le cause dell’evento”.
Le testimonianze raccolte a Porto Torres descrivono una lunga notte di attesa e forte tensione emotiva. Diversi viaggiatori hanno riferito di essere stati svegliati improvvisamente e trasferiti sui ponti esterni con i giubbotti di salvataggio, rimanendo per ore in attesa di aggiornamenti.
Alcuni passeggeri hanno lamentato il caldo, la carenza di acqua e difficoltà nelle comunicazioni di bordo, segnalando che alcuni annunci sarebbero stati effettuati in lingue e passaggi a tratti incomprensibili, come testimoniano alcuni video.
Particolarmente significativo appare il dispositivo internazionale di soccorso attivato nella zona. La Snsm di Propriano ha inviato l’unità Sns 17-07 Cyrnos con un equipaggio composto da otto soccorritori e un infermiere a bordo, mentre la stazione di Bonifacio ha mobilitato la propria unità operativa. È stato inoltre impiegato un elicottero Super Puma della base aerea di Solenzara con specialisti antincendio navale del Servizio Vigili e Soccorso della Corsica del Sud. Alle operazioni ha partecipato anche un rimorchiatore di assistenza.
Le unità della Snsm hanno svolto attività di sicurezza attorno alla nave per tutta la notte, predisponendosi a un’eventuale evacuazione nel caso di un peggioramento dello scenario. Solo dopo la conferma del controllo dell’incendio e dell’assenza di rischi immediati è stato deciso il trasferimento verso Porto Torres con tutti i passeggeri a bordo.
La nave è stata quindi assistita da un rimorchiatore durante la navigazione verso il porto sardo, dove è arrivata nel pomeriggio. Gnv ha precisato che «la nave, che possiede tutte le certificazioni richieste, era entrata in servizio sulla linea Genova-Porto Torres circa due settimane fa, dopo aver completato con esito positivo le visite ispettive previste dalla normativa vigente».
La compagnia ha inoltre confermato che «tutte le partenze da e verso la Sardegna sono confermate, i passeggeri a bordo e quelli prenotati saranno riprotetti su altre unità della Compagnia».
All’arrivo a Porto Torres sono iniziate le operazioni di sbarco e assistenza ai viaggiatori. GNV ha comunicato che i passeggeri potranno proseguire il viaggio verso Genova sulle partenze serali e che sarà riconosciuto il rimborso integrale del viaggio oltre alle compensazioni previste.
Le verifiche tecniche che verranno effettuate nei prossimi giorni dovranno chiarire l’origine del principio d’incendio, valutare eventuali danni agli impianti e definire i tempi necessari per il ritorno in servizio dell’unità.
L’arrivo a Porto Torres non ha tuttavia segnato la conclusione immediata dell’emergenza. Una volta attraccata al molo Asi, la nave ha infatti incontrato difficoltà nelle operazioni di sbarco a causa del dislivello tra la banchina utilizzata e le rampe del traghetto, che ha impedito l’immediata apertura delle pedane destinate ai mezzi e alle autovetture. Sul molo sono stati predisposti punti di assistenza sanitaria e distribuzione di acqua da parte dell’Areus e delle strutture di protezione civile.
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