Allarma Bimco e Ics sulla carenza di ufficiali: “Ne mancherano oltre 113mila”
Secondo le due associazioni servono investimenti pubblici in formazione per affrontare questa criticità
L’industria dello shipping rischia di trovarsi di fronte a una delle più gravi crisi occupazionali della sua storia recente per Bimco e International Chamber of Shipping (Ics).
Secondo il nuovo Seafarer Workforce Report 2026, elaborato dalle due associazioni armatoriali, entro il 2030 serviranno altri 113.735 ufficiali certificati per soddisfare la crescita della flotta mondiale. Se il settore non riuscirà ad accelerare il reclutamento, la formazione e la fidelizzazione del personale, il divario tra domanda e offerta continuerà ad ampliarsi.
Pubblicato in occasione della Giornata internazionale del marittimo, il rapporto fotografa un comparto che impiega oggi circa 2,57 milioni di marittimi sulle 85.148 navi mercantili operative nel mondo. Nonostante questi numeri, il deficit di ufficiali in possesso della certificazione Stcw è già stimato in 39.100 unità, mentre continua a registrarsi un surplus di circa 56.900 ratings, cioè membri dell’equipaggio privi della qualifica di ufficiale.
Per colmare il divario sarà necessario reclutare ogni anno, fino al 2030, quasi 22.750 nuovi ufficiali e circa 8.500 ratings, pari a una crescita annua del 2% per i primi e dello 0,5% per i secondi. Si tratta di uno sforzo senza precedenti per un’industria che già oggi fatica ad attrarre giovani verso le professioni marittime.
Il rapporto, pubblicato ogni cinque anni, evidenzia come la domanda di personale certificato sia aumentata del 35% rispetto all’edizione del 2021. La richiesta di ufficiali è cresciuta del 23,1%, mentre quella dei ratings è aumentata addirittura del 46,3%. A spingere la domanda sono stati l’espansione della flotta mondiale e la ripresa dei traffici dopo la pandemia di Covid-19.
Per David Loosley, segretario generale e amministratore delegato di Bimco, la sfida consiste ora nel costruire una forza lavoro in grado di sostenere lo sviluppo futuro dello shipping: “Il reclutamento, la formazione e la fidelizzazione dei marittimi saranno fondamentali per preparare il settore ai cambiamenti che lo attendono” ha dichiarato, invitando governi, armatori e Paesi fornitori di personale marittimo a elaborare politiche di lungo periodo.
Sulla stessa linea il segretario generale dell’Ics, Thomas Kazakos, secondo cui i marittimi rappresentano “la spina dorsale del commercio mondiale”, tanto più in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni tecnologiche. Kazakos sottolinea come il settore debba investire non solo nell’attrazione di nuovi talenti, ma anche nell’aggiornamento professionale degli equipaggi già in servizio, chiamati a operare con carburanti alternativi e tecnologie sempre più avanzate: “Senza investimenti continui nella formazione il divario tra domanda e offerta rischia di crescere proprio quando il settore avrà maggiore bisogno di personale altamente qualificato”.
Tra le raccomandazioni contenute nel rapporto figurano il potenziamento degli istituti di formazione marittima, la promozione delle carriere in mare presso le nuove generazioni e una migliore valorizzazione degli sbocchi professionali a terra per chi matura esperienza di navigazione. Bimco e Ics chiedono inoltre sistemi più efficaci di raccolta dei dati sul mercato del lavoro marittimo, così da monitorare con maggiore precisione assunzioni, permanenza in servizio e abbandoni della professione.
L’obiettivo è consentire a governi e imprese di programmare con maggiore anticipo il fabbisogno di personale ed evitare che la carenza di ufficiali diventi uno dei principali fattori di rischio per la crescita dello shipping mondiale nel prossimo decennio.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
