Msc torna a gestire oltre un terzo (34,1%) dei traffici container da e per l’Italia
In risalita, secondo Bankitalia, anche Maersk (15,8%), mentre cresce la concentrazione del mercato
Nell’anno in cui sono state ridefinite le alleanze container globali, il mercato dei trasporti via mare di box da e per l’Italia è tornato a muoversi.
Nessuna rivoluzione, ma secondo l’ultima ‘Indagine sui trasporti internazionali di merci’ di Banca d’Italia, pubblicata nei giorni scorsi, nel 2025 le quote dei vettori attivi nei traffici con la Penisola sono nuovamente cambiate, andando peraltro nella direzione di una ulteriore concentrazione.
Il primo posto, incontrastato, è ancora di Msc, che arriva ora a controllare oltre un terzo delle importazioni ed esportazioni dal paese (il 34,1%) guadagnando dal 2024 oltre 5 punti percentuali (dal 29,8%).
Da ricordare, prima di entrare nel vivo dell’analisi, che nel suo report lo studio fa riferimento alla nazionalità dei vettori e non attribuisce quote alle singole shipping company, ma le equazioni (ad esempio Svizzera = Msc) sono solitamente piuttosto immediate, anche perché spesso in ogni paese analizzato è presente un solo operatore (o comunque ve ne è uno largamente dominante). Un altro nota bene riguarda il metodo calcolo delle stesse quote, per le quali l’istituto utilizza rilevazioni quantitative Istat (in tonnellate) relative ai singoli porti, combinandole con informazioni fornite dal database Sea-Web di Fairplay.
Fatte queste premesse, un dato evidente è il ritorno al secondo posto di Maersk, che nel 2025 risulta essere salita a una quota del 15,8% (con un balzo quindi ancora maggiore, + 7,4 punti percentuali). La risalita del vettore danese si accompagna però a una perdita di peso del partner tedesco Hapag Lloyd, che si ferma al 7,8% (dal 15%, – 7,2 punti percentuali). Cosicché, tra 2024 e 2025 la fetta che fa capo alle due shipping company, ora partner in Gemini, risulta praticamente immutata (dal 23,4% al 23,6%). Dopo i due ex soci Msc e Maersk, il terzo posto è quindi della Francia (Cma Cgm), che rinforza leggermente la sua posizione portandosi all’11,2% (dal 10,5%).
Interessante notare che i primi tre vettori della lista 2025 arrivino quindi a controllare una quota di mercato del 61,3% (contro il 53,2% del 2024, in quel caso somma delle quote di Msc, Hapag Lloyd e Cma Cgm). Fetta che arriva a sfiorare il 70% (precisamente il 69,1%) considerando anche i traffici di quest’ultima, in quanto alleata dei danesi di Maersk.
Una certa fluidità si ritrova però tra i vettori minori, pure nel complesso in contrazione (nessuno arriva ora a superare una quota del 5%). Si ferma ad esempio al 4,5% la fetta di import ed export di container in mano alle compagnie italiane (Italia Marittima, Grendi,…), riducendosi quindi rispetto al 5,4% raggiunto nel 2024. Un nuovo calo si osserva anche tra i vettori cinesi (Cosco), che scendono al 3,8% (dal 5%), mentre ancora più ampia è il calo delle shipping company giapponesi, riunite in One, che passano dal 6,2% al 3,7%. Significativa anche la flessione di traffici da e per l’Italia dei vettori di Hong Kong (quali Oocl), che dal 5% calano al 2%, mentre recuperano leggermente quota quelli taiwanesi (Evergreen e Yang Ming), che dal 2,4% salgono al 3%. In flessione poi i vettori sudcoreani come Hmm (dal 3,3% al 2%), mentre guadagna leggermente quota la compagine delle compagnie turche (Arkas, Turkon, Medkon), che dall’1,4% si porta all’1,6%. Piccola ma significativa infine anche la risalita della israeliana Zim, che tra 2024 e 2025, dall’1,2% è arrivata a gestire il 2% dei traffici container da e per l’Italia.
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