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Da La Spezia altri 200mila mc di fanghi per la fase B della nuova diga di Genova

Aggiornato l’accordo fra le due Adsp su conferimenti che sarebbero dovuti cominciare a febbraio, ma i tempi si allungano, il dragaggio spezzino tarda e i dettagli restano riservati

di Andrea Moizo
15 Luglio 2026
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L’accordo fra le Autorità di sistema portuale di La Spezia e di Genova per il conferimento dei fanghi di dragaggio risultanti da progetti della prima al riempimento dei cassoni della nuova diga foranea che la seconda sta realizzando (insieme alla Regione Liguria, stazione appaltante della Fase B) nel porto del capoluogo, è stato aggiornato.

Lo ha annunciato una nota congiunta fra i tre enti e la struttura commissariale della diga, seppure gli enti pubblici coinvolti non abbiano pubblicato né reso disponibile l’accordo, limitandosi a riferire che “il nuovo accordo incrementa di 200mila metri cubi il volume di sedimenti riutilizzabili presso la diga di Genova ai già previsti 500 mila metri cubi del precedente accordo”. Il vicecommissario alla diga Carlo De Simone ha spiegato che per la pubblicazione “occorrerà preliminarmente espletare il passaggio normativo previsto (dal Decreto ambiente 153/2024, ndr) di approvazione all’interno del piano (di utilizzo materiali, ndr) da parte del commissario dopo aver ricevuto i pareri delle autorità competenti (Asl, Arpal, etc.)”, sicché l’aggiornamento è ancora sub judice.

Occorrerà attendere quindi anche e soprattutto gli allegati tecnici. Quelli della prima edizione dell’accordo, sottoscritto nell’agosto 2025, mostrano come il piano sia in ritardo rispetto alle previsioni, pur essendo preventivata una certa “flessibilità” delle date. In base al cronoprogramma allora pubblicato, infatti, il grosso del conferimento, rinveniente dal dragaggio dei fondali del terzo bacino e del canale navigabile di La Spezia, sarebbe dovuto cominciare cinque mesi fa, a metà febbraio, un mese e mezzo dopo l’avvio dei lavori.

Come noto la gara è invece partita molto dopo ed è andata deserta, al che l’Adsp spezzina ha avviato una procedura negoziata e ne ha annunciato il buon esito quasi un mese fa, con l’aggiudicazione da parte della commissione (formata da Roberto Tedeschi e Roberto Carpaneto, membri di vertice della struttura commissariale della diga genovese, accanto al tecnico interno Mirko Leonardi) all’accoppiata Sidra (componente il consorzio Pergenova Breakwater appaltatore della Fase A della diga genovese) e Carlo Agnese.

Alla richiesta di SHIPPING ITALY della documentazione relativa alla procedura, comprensiva dei verbali di gara attestanti l’individuazione della cordata aggiudicatrice, l’Adsp di La Spezia ha però replicato una settimana fa che “la procedura negoziata è ancora in corso”. Per conoscere la nuova tempistica, determinante per comprendere i tempi di riempimento dei cassoni della nuova diga genovese, occorrerà a questo punto attendere la pubblicazione dell’accordo aggiornato, previa emissione dei pareri dei succitati organi di controllo e previa approvazione del commissario alla diga Marco Bucci.

Per il subcommossario all’opera Carlo De Simone “l’aggiornamento dell’accordo sottoscritto oggi consolida questo modello e lo estende alla Fase B, con procedure che garantiscono controlli rigorosi e piena tracciabilità di ogni singolo conferimento. I vantaggi economici sono rilevanti, con risparmi per la finanza pubblica stimati nell’ordine di 500 milioni di euro (al momento i sovraccosti accertati della diga rispetto al preventivato si attestanto a circa 300 milioni di euro, nda), ma altrettanto importanti sono quelli ambientali: meno prelievo di risorse naturali, meno smaltimenti, meno trasporti su strada e quindi meno emissioni. È un metodo di lavoro che nasce a Genova e che è destinato a diventare un riferimento nazionale per la realizzazione delle grandi infrastrutture”.

Questo invece il commento di Matteo Paroli, presidente dell’Adsp genovese: “L’aggiornamento dell’accordo sottoscritto nel 2025 consente di ampliare una soluzione già avviata, incrementando i quantitativi di sedimenti riutilizzabili e introducendo una maggiore flessibilità operativa nella realizzazione della nuova diga foranea di Genova. Il riutilizzo dei sedimenti idonei consente infatti di ridurre il ricorso a nuove materie prime, valorizzando materiali provenienti dai dragaggi attraverso procedure rigorose, pienamente conformi alla normativa e sottoposte ai previsti controlli ambientali”.

Per Bruno Pisano, vertice della port authority spezzina, “è un segnale importante il fatto che due sistemi portuali appartenenti al medesimo territorio facciano squadra con le istituzioni di fronte a situazioni articolate e complesse come questa. Con questo accordo possiamo procedere con maggiore serenità nel percorso di sviluppo del nostro sistema portuale”.

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