Via alla consultazione per la gara del cold ironing a Gioia Tauro
Con l’accordo quadro che porta a 110 milioni di euro l’appalto per la realizzazione dell’infrastruttura il porto potrà fornire energia contemporaneamente a 9 portacontainer e a 1 ro-ro

Nell’avvicinamento dei porti italiani alla concreta capacità di alimentare con energia elettrica le navi da essi ospitate fa un passo avanti Gioia Tauro.
Dopo l’Autorità di sistema portuale de La Spezia, che ha deciso di affidare, senza gara, il servizio di gestione del servizio di erogazione – seppur in assenza di un quadro tariffario definito e con un tetto piuttosto limitato alla fornitura (il gestore non potrà superare 1,5 milioni di euro di fatturato) – nei giorni scorsi è stata la volta dell’Adsp di Gioia Tauro.
Diverso in questo caso il percorso scelto dall’ente calabrese, che ha invece deciso di procedere con la gara. A tal fine l’ente, rifacendosi alle linee guida emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e in particolare al rubricato ‘Definizione dell’organizzazione del servizio’, che “fornisce preziose indicazioni operative per la sua modellazione che dovrà avvenire, a cura di ciascuna AdSP competente, sulla scorta di un confronto, istruttorio e consultivo, con i portatori dei plurimi interessi, privati ed anche pubblici, a vario titolo coinvolti nella complessa strutturazione del servizio in parola”, ha avviato tale consultazione.
La citazione summenzionata è infatti tratta dalla lettera inviata a una lunga lista di soggetti, suddivisi per categoria: terminalisti (Assiterminal e Uniport), compagnie armatoriali (Confitarma, Assarmatori), imprese portuali non concessionarie di terminal (Ancip), imprese di logistica portuale (Assologistica), stakeholders attivi nel settore della produzione, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica (E-Distribuzione, Elettricità Futura, Energia Libera, Aiget – Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader), oltre che a Capitaneria, Azienda sanitaria provinciale, Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria nonché per conoscenza a Mit e Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).
Il documento riepiloga l’investimento fatto finora per dotare lo scalo del cold ironing, 68,8 milioni di euro di fondi Pnrr “per garantire la possibilità di alimentare da terra n. 5 navi destinate al traffico contenitori nonché n. 1 nave destinata al traffico Ro.Ro”. Rivela inoltre che, mediante un accordo quadro con l’appaltatore della prima tranche, saranno investiti altri 41,7 milioni di euro per arrivare a 9 allacci di navi portacontainer, e che “allo stato, sono stati completati i lavori che consentono di poter collegare due prese cold ironing per navi portacontainers e una presa RoRo, operate tramite un’alimentazione in provvisorio di 7MWh nelle more del completamento della sottostazione di alta tensione. Le prese per le navi portacontainers sono già operative avendo eseguito positivamente i test sperimentali mentre i lavori afferenti alle altre prese saranno completati entro luglio 2027”.
Articolati i quesiti cui i destinatari potranno rispondere entro 45 giorni. Fra essi spiccano quelli agli armatori, cui si chiede di “voler indicare la tariffa (kWh/accosto) congrua per alimentare la nave rispetto ai costi attuali in accosto in banchina da indicare rispetto alla permanenza media”.
E di “voler confermare o integrare le navi da servire e il relativo fabbisogno energetico riportate nell’allegato A”, un lungo elenco di navi di Msc, principale utente e terminalista dello scalo. Particolare attenzione, non a caso, è riservata alle domande su interferenza e convivenza del sistema di alimentazione con le attività del terminal – Mct appunto – che ne ospiterà buona parte.
A.M.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI




