Itelyum Sea Fvg vara a Muggia (Ts) l’unità ibrida Eco Trieste
Entra in servizio a Trieste e Monfalcone la nuova imbarcazione a basse emissioni per la raccolta, ritiro e trasporto dei rifiuti delle navi
E’ stata varata al Porto San Rocco Marina Resort di Muggia (Ts) ‘Eco Trieste’, la nuova unità navale di Itelyum Sea Fvg dedicata alla raccolta, al ritiro e al trasporto dei rifiuti prodotti dalle navi. La cerimonia ha rappresentato il debutto operativo del primo natante a propulsione ibrida impiegato nel Mare Adriatico per questa precisa tipologia di servizi. L’entrata in funzione nei bacini di Trieste e Monfalcone, operando nell’ambito della concessione rilasciata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, comprese le relative rade, è prevista a breve.
Con una lunghezza di 24 metri, una larghezza di 8 metri e una stazza di 58 tonnellate, l’imbarcazione supera gli standard medi nazionali del settore. L’architettura navale è stata ottimizzata per garantire la piena operatività in condizioni ‘all-weather’; la sua capacità di carico è pari a 60 tonnellate e 120 metri cubi suddivisi in quattro comparti distinti: un volume triplo rispetto alle unità tradizionali impiegate nei porti italiani, che consente all’equipaggio di completare le operazioni di raccolta in tutto lo scalo in un’unica sessione. La necessità di viaggi intermedi per lo svuotamento viene così eliminata, ottenendo una conseguente e drastica riduzione del traffico marittimo all’interno delle aree portuali.
La nave dispone di un avanzato sistema di tracciabilità digitalizzata che si avvale di stive predisposte per una rigorosa raccolta differenziata direttamente in mare e di speciali celle di pesatura che trasmettono a terra in tempo reale i dati di ogni singolo conferimento. Il software dedicato è stato elaborato per garantire la piena trasparenza delle operazioni e l’immediata conformità alle normative ambientali. Sul fronte motoristico, Eco Trieste adotta un sistema ibrido intelligente che recupera l’energia prodotta nelle fasi di massima potenza per ricaricare automaticamente le batterie di bordo. Le manovre e la navigazione all’interno dei bacini avvengono in modalità esclusivamente elettrica, azzerando le emissioni dirette e l’impatto acustico. I due motori termici, certificati Imo Tier II ed Eiapp, sono invece alimentati interamente con biocarburante Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil): una scelta tecnica che permette di abbattere fino al 90% le emissioni di anidride carbonica rispetto ai combustibili fossili standard.
L’ingresso nella flotta della nuova imbarcazione fa parte di un ampio piano di investimenti per il 2026 di Itelyum Sea Fvg. Come sottolineato dall’amministratore delegato Alessandro Bullo, l’anno in corso ha già registrato l’attivazione del primo impianto mobile nazionale per il trattamento delle acque di zavorra e il rinnovo della bettolina L. Magadi per la gestione delle acque di sentina. Una visione industriale condivisa dall’amministratore delegato del gruppo Itelyum, Marco Codognola, che ha evidenziato la volontà di affiancare le Autorità di sistema portuale con soluzioni all’avanguardia per la gestione integrata e la valorizzazione dei rifiuti, supportando la logistica marittima europea. Un approccio che è stato accolto con favore dal presidente dell’Adsp Mao, Marco Consalvo, che ha affermato: “La sostenibilità di un porto si misura nella capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in soluzioni concrete. Dopo l’attivazione a Trieste del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra, questa nuova unità arricchisce i servizi ambientali disponibili nei porti di Trieste e Monfalcone. Il nostro impegno è creare le condizioni affinché gli operatori possano investire in tecnologie capaci di ridurre le emissioni e rendere più efficienti le attività portuali.”.
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