Comandante italiano sulla nave Villa Vie Odyssey salpata senza passeggeri dalla Cambogia
La compagnia americana ha sospeso le operazioni dopo l’impennata dei costi del carburante e lo sbarco di 203 passeggeri. Naufraga il progetto residenziale

È ripartita dalla Cambogia senza passeggeri la Villa Vie Odyssey, nave da crociera residenziale che dal 2024 era impegnata in un viaggio intorno al mondo della durata prevista di tre anni e mezzo. La partenza da Sihanoukville, avvenuta il 4 novembre, è l’ultimo capitolo di una crisi che ha portato la società armatrice statunitense Villa Vie Residences a sospendere le operazioni e a far sbarcare i 203 residenti ancora presenti a bordo. Secondo quanto riferito dalle autorità cambogiane a Reuters, la nave ha lasciato il porto con circa 50 membri dell’equipaggio (fra cui il comandante italiano Emanuele Giudice), mentre un centinaio degli ex passeggeri si trova ancora nel Paese asiatico e gli altri hanno raggiunto diverse destinazioni della regione.
La società, con sede in Florida, ha motivato la decisione con l’impennata dei costi del combustibile conseguente al conflitto con l’Iran. Secondo quanto comunicato dalla stessa Villa Vie, le spese mensili per il carburante, calcolate su base cabina, sono passate da una media storica di circa 1.800 dollari a 6-8mila dollari in alcune aree dell’Asia. Un aumento che l’azienda ha dichiarato di non poter trasferire integralmente sui residenti e che ha finito per rendere insostenibile il modello operativo.
La compagnia aveva tentato di contenere l’esborso rallentando la navigazione e prolungando le soste nei porti, ma senza risultati sufficienti. La crisi, peraltro, non sarebbe stata improvvisa. Secondo quanto ricostruito da Cruise Industry News e Business Insider, già nei mesi precedenti l’azienda aveva chiesto ulteriori contributi finanziari ai residenti, arrivando in aprile a proporre un finanziamento da 3 milioni di dollari con rendimenti promessi fra il 12 e il 24%. In agosto la dirigenza aveva inoltre segnalato una situazione finanziaria critica e la necessità di reperire rapidamente nuove risorse.
Il problema riguarda soprattutto la sostenibilità di un’iniziativa commerciale piuttosto particolare. Villa Vie Residences aveva proposto la possibilità di vivere stabilmente in mare, acquistando cabine con formule pluriennali o a vita, oppure affittandole per periodi più brevi. Alcune sistemazioni venivano commercializzate a partire da circa 60mila dollari, mentre per le soluzioni più impegnative l’investimento poteva superare i 300mila. Il viaggio inaugurale era partito da Belfast nell’ottobre 2024, dopo numerosi ritardi, con un programma di 425 destinazioni in 147 Paesi nell’arco di tre anni e mezzo.
Anche i risultati commerciali, tuttavia, avrebbero mostrato limiti significativi. Secondo le informazioni raccolte da Blue Economy, a fronte di una capacità di circa 650 posti, il numero massimo di residenti sarebbe stato intorno a 350, sceso a circa 200 al momento dello sbarco in Cambogia. La vendita di una parte consistente delle cabine non avrebbe quindi garantito un’occupazione effettiva tale da assicurare le entrate ricorrenti necessarie alla gestione.
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la posizione del finanziatore della nave. Già il primo novembre Cbs News aveva riferito che il creditore aveva assunto il controllo dell’unità, facendosi carico dei costi operativi, del carburante e del pagamento dell’equipaggio. Il fondatore e presidente esecutivo di Villa Vie, Mikael Petterson, aveva comunque dichiarato di non considerare definitivamente compromessa la possibilità di recuperare la nave, attraverso una ristrutturazione e l’ingresso di un partner operativo. La società aveva anche prospettato il ricorso al Chapter 11, la procedura statunitense che consente alle imprese in difficoltà di tentare una riorganizzazione sotto la supervisione del tribunale, senza che alla data del 30 ottobre risultasse ancora depositata una domanda formale. Tra gli scenari circolati c’è il trasferimento della nave a Singapore, dove potrebbe essere messa all’asta.
La vicenda coinvolge anche il comandante Emanuele Giudice, originario di Pozzallo, in provincia di Ragusa, dove la famiglia segue con apprensione l’evolversi della situazione. Diplomato all’istituto nautico della cittadina siciliana, Giudice ha iniziato la carriera marittima nel 1986 e ha maturato oltre 25 anni di esperienza nel settore crocieristico, passando dal ruolo di primo ufficiale a quello di comandante. Dopo aver ricoperto inizialmente l’incarico di staff captain sulla Villa Vie Odyssey, nel 2025 era entrato nella rotazione dei comandanti insieme al collega Valentin Giuglea. Durante la crisi ha gestito le operazioni a bordo e lo sbarco dei residenti, rimanendo in Cambogia con l’unità fino alla ripartenza.
Per Villa Vie Residences, tuttavia, la partenza della nave non coincide con la soluzione della crisi. Resta da capire se il progetto residenziale potrà essere salvato, se emergerà un nuovo operatore disposto a rilevare l’attività e soprattutto quale sarà la sorte degli investimenti effettuati da chi aveva scelto di trasformare la nave nella propria abitazione permanente.
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