Ipotesi magic pipe dietro lo stop alla nave Msc Poesia a Miami. Rischio sanzione
In passato anche altre compagnie crocieristiche erano state punite per il ritrovamento a bordo di sistemi in grado di di scaricare acque di sentina oleose

Le possibili ragioni dello stop imposto dalla US Cost Guard alla nave da crociera Msc Poesia di Msc Crociere nel porto di Miami iniziano a filtrare e a circolare fra gli addetti ai lavori, anche se al momento si tratta ancora di indiscrezioni non ufficiali né confermate.
Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY la causa del fermo sarebbe riconducibile al ritrovamento negli impianti di bordo di un sistema cosiddetto magic pipe, ovvero un tubo flessibile o modificato che viene (OWS oily water separator). Questo bypass permette di scaricare le acque di sentina oleose o i rifiuti tossici direttamente in mare senza essere filtrati, violando la convenzione internazionale antinquinamento Marpol.
A precisa richiesta di riscontro su questa ricostruzione Msc Crociere ha fatto sapere che preferisce non commentare le indiscrezioni emerse limitandosi a confermare che, “nell’ambito dell’ispezione della nave da parte della Guardia Costiera degli Stati Uniti, sono state rilevate alcune osservazioni ed è stato immediatamente predisposto un piano di interventi correttivi. La procedura è tuttora in corso e stiamo collaborando pienamente con la Guardia Costiera per risolvere la questione”.
Se sarà confermata la causa del fermo imposto dalla Cost Guard statunitense alla nave, a seguito di ispezione che probabilmente ha avuto origine da una segnalazione di qualcuno a conoscenza dell’impianto installato a bordo, la compagnia armatrice Msc Crociere proprietaria di Msc Poesia rischia una pesante sanzione economica.
Nel passato relativamente recente l’unico caso in cui una nave da crociera è stata sorpresa con una vera e propria “magic pipe” risulta essere oltre dieci anni fa quello della Caribbean Princess (unità del marchio Princess Cruises). Le sanzioni conseguenti erano state una multa di 40 milioni di dollari (dopo il patteggiamento su sette capi d’accusa) e il monitoraggio di 78 navi di otto marchi del gruppo Carnival sottoposte per cinque anni a un programma di compliance ambientale sotto supervisione giudiziaria, con audit indipendenti e un monitor nominato dal tribunale. La “magic pipe” era stata scoperta nel 2013 al largo della Gran Bretagna da un ingegnere di bordo, che aveva poi informato gli investigatori. Secondo il Dipartimento di Giustizia, la nave scaricava illegalmente tramite il bypass dal 2005, un anno dopo l’entrata in servizio.
Più indietro nel tempo era rimasta coinvolta in un caso simile nel 1998 anche Royal Caribbean che, dopo un primo patteggiamento, nel 1999 si dichiarò colpevole in sei giurisdizioni statunitensi per scarico di oli esausti e acque grigie contaminate e false dichiarazioni alla Guardia Costiera, pagando altri 18 milioni di dollari.
Nel 1998 Holland America venne punita con una multa di 2 milioni di dollari per aver pompato acque di sentina oleose nell’Inside Passage, al largo dell’Alaska, mentre quattro anni più tardi Carnival Corporation dovette pagare multe e risarcimenti per 18 milioni di dollari per scarichi oleosi illegali da sei navi (Sensation, Ecstasy, Fantasy, Imagination, Paradise e Tropicale). La somma fu ripartita tra 9 milioni di sanzione e 9 milioni investiti in progetti ambientali. Sempre nel 2002 Norwegian Cruise Line fu ritenuta colpevole di scarichi di acque di sentina oleose per diversi anni e di falsificazione dei registri, con conseguente multa di 1,5 milioni di dollari.
In anni più recenti casi simili su navi da crociera non erano più stati individuati e sanzionati.
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