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Autoproduzione a Savona: sale la tensione fra Grimaldi e i portuali

A distanza di qualche mese dalle ultime polemiche che avevano riguardato in particolare Grandi Navi Veloci in diversi scali italiani (Genova e Napoli in particolare), torna a salire la tensione in tema di autoproduzione nelle operazioni di rizzaggio e derizzaggio del carico a bordo delle navi questa volta di Grimaldi Group nel porto di Savona. […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
25 Gennaio 2020
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A distanza di qualche mese dalle ultime polemiche che avevano riguardato in particolare Grandi Navi Veloci in diversi scali italiani (Genova e Napoli in particolare), torna a salire la tensione in tema di autoproduzione nelle operazioni di rizzaggio e derizzaggio del carico a bordo delle navi questa volta di Grimaldi Group nel porto di Savona.

Il tema è stato sollevato da Fabrizio Castellani, segretario generale provinciale della Filt-Cgil, che, su La Stampa di Savona ha denunciato il fatto che gli armatori fanno scaricare e imbarcare, appena possibile, la merce agli equipaggi delle loro navi eludendo così il servizio messo a disposizione dalle maestranze della Culp, la storica Compagnia unica dei lavoratori portuali Pippo Rebagliati che raggruppa circa 200 soci. Castellani ha affermato: “La questione è aperta, i grandi armatori puntano a questa soluzione per risparmiare sui costi facendo lavorare in banchina gli stessi uomini imbarcati sulle loro navi. Già spossati dai propri turni a bordo, i marittimi devono così lavorare anche a terra. Il caso diventa anche un problema di sicurezza, in un’attività dove ci vuole massima concentrazione per evitare incidenti”.

Il sindacalista ha poi aggiunto che “entro la prima decade di febbraio ci sarà una riunione fra le parti sociali, l’Autorità di Sistema portuale e il direttivo di Savona Terminal Auto durante la quale sarà messa sul tavolo anche la tematica dell’autoproduzione”.

Il braccio di ferro tra armatori e lavoratori portuali è in atto da tempo in altri scali liguri (Genova), Campani (Napoli) e siciliani. “Gli armatori rivendicano la possibilità di poter svolgere in autoproduzione queste attività, ovvero con l’ausilio dei propri marittimi, senza fare ricorso alla Culp. La questione permette all’armatore di risparmiare ma rappresenta invece per le imprese e le compagnie portuali la perdita di una consistente fetta di lavoro” lamentano i portuali savonesi.

Sul tema nei mesi scorsi era intervenuto, a margine della cerimonia di battesimo della nuova nave roro Maria Grazia Onorato di Tirrenia, anche il console della Compagnia Unica di Genova, Antonio Benvenuti, spiegando che a Genova non ci sono dubbi: “I portuali fanno i portuali e i marittimi fanno i marittimi”. A proposito dello scalo savonese aveva poi aggiunto: “Per quanto riguarda Grimaldi a Savona di fatto effettuano l’autoproduzione grazie a un accordo stretto anni fa ma questo accordo può anche essere revocabile, può venir meno. Tanto più se, facendo parte della stessa Autorità di sistema portuale, a Savona verranno estese le regole che valgono a Genova”. Il momento di rivedere gli accordi pregressi, secondo i portuali, dev’essere evidentemente arrivato.

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