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Economia

Per Eni buone notizie dall’Egitto nel Gnl e dal Messico nel petrolio

Il Gruppo Eni nella sua ultima trimestrale relativa al periodo aprile – giugno di quest’anno, ha reso noto di aver registrato nella produzione di idrocarburi una “forte crescita in Egitto guidata dal giacimento Zohr e sostenuta dalla ripresa internazionale della domanda gas e dal riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta, nonché lo start-up di Merakes […]

di Nicola Capuzzo
4 Agosto 2021
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Il Gruppo Eni nella sua ultima trimestrale relativa al periodo aprile – giugno di quest’anno, ha reso noto di aver registrato nella produzione di idrocarburi una “forte crescita in Egitto guidata dal giacimento Zohr e sostenuta dalla ripresa internazionale della domanda gas e dal riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta, nonché lo start-up di Merakes in Indonesia”.

Nel secondo trimestre 2021 le vendite di gas naturale di 16,95 miliardi di metri cubi sono aumentate

del 22% rispetto allo stesso periodo 2020 principalmente per i maggiori volumi commercializzati nei mercati esteri (Turchia e Francia) grazie alla ripresa economica e alla crescita dei volumi di Gnl

commercializzati in particolare da Damietta. Nel primo semestre le vendite sono state pari a 34,43 miliardi di metri cubi, con un incremento del 13% confermando gli stessi driver del trimestre.

Eni aggiunge che “nel secondo trimestre la produzione di idrocarburi pari a 1,597 milioni di boe/giorno (1,650 nel primo semestre, -6%) è diminuita dell’8% rispetto al periodo di confronto, che si ridetermina in -5% a parità di prezzo (-6% nel semestre). La flessione è dovuta ai maggiori interventi manutentivi in Norvegia, Italia e Regno Unito che nel periodo di confronto furono differiti, alla minore attività in Nigeria e al declino di giacimenti maturi. La forte crescita in Egitto guidata dal giacimento Zohr e sostenuta dalla ripresa internazionale della domanda gas e dal riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta, nonché lo start-up di Merakes in Indonesia hanno in parte compensato tali riduzioni”.

La produzione di petrolio è stata di 779 mila barili/giorno, -9% rispetto al secondo trimestre 2020 (797 mila barili/giorno nel primo semestre, -9% rispetto il periodo di confronto). La riduzione dovuta a maggiori manutenzioni, all’effetto prezzo, alla riduzione in Nigeria nonché al declino di giacimenti maturi è stata parzialmente compensata dalla crescita produttiva in Egitto.

Sempre il cane a sei zampe questa settimana ha annunciato una nuova scoperta a olio nelle sequenze del Miocene Superiore del prospetto esplorativo denominato Sayulita, situato nelle acque medio-profonde del Blocco 10, nel bacino di Sureste, nell’offshore messicano. Le stime preliminari indicano che la nuova scoperta può contenere tra 150 e 200Mboe in posto.

Il pozzo esplorativo Sayulita-1 EXP, che ha portato alla scoperta, è il settimo pozzo esplorativo di successo perforato da Eni Messico nel bacino di Sureste, ed è il secondo pozzo contrattuale del blocco. Si trova a circa 70km dalla costa, a circa 15km dalla precedente scoperta ad olio di Saasken, ed è stato perforato dall’impianto semisommergibile Valaris 8505 a 325 metri di profondità d’acqua, raggiungendo una profondità complessiva di 1.758 metri.

Sul pozzo è stata condotta una intensa campagna di acquisizione dati che indicano capacità produttive sino a circa 3.000 barili giorno. La scoperta, che segue quella realizzata nel 2020 con il pozzo Saasken-1 EXP, conferma le potenzialità dell’area e apre verso il potenziale sviluppo commerciale del Blocco 10 in considerazione delle possibili sinergie con ulteriori prospect presenti nell’area che potranno essere sviluppati attraverso un unico Hub. La Joint Venture del Blocco 10 è composta da Eni (Operatore, 65%), Lukoil (20%) e Capricorn, una consociata interamente controllata da Cairn Energy PLC (15%).

Il Messico è un paese chiave nella strategia di futura crescita organica di Eni, che attualmente produce più di 20.000 barili di petrolio equivalente al giorno (boed) dall’Area 1 in configurazione di produzione anticipata, e prevede di salire a 65.000 boed nel 2022 e raggiungere un plateau di 90.000 boed nel 2025.

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