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Confitarma critica il Pnrr su cold ironing, rinnovo flotte e commissioni consultive

Così come Assarmatori, pure la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha sfruttato il palco dell’Italian Cruise Day di Savona per lanciare al Governo alcune critiche relative al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e alla rappresentanza dell’armamento all’interno delle commissioni consultive dei porti italiani. “Manca nel nostro Paese la cultura dell’ascolto e della condivisione con […]

di Nicola Capuzzo
29 Ottobre 2021
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Così come Assarmatori, pure la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha sfruttato il palco dell’Italian Cruise Day di Savona per lanciare al Governo alcune critiche relative al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e alla rappresentanza dell’armamento all’interno delle commissioni consultive dei porti italiani.

“Manca nel nostro Paese la cultura dell’ascolto e della condivisione con l’industria nelle scelte da fare” ha esordito dicendo Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, nel suo intervento all’Italian Cruise Day di Savona. “L’armamento italiano è ascoltato in tutti i consessi internazionali” ma non abbastanza in casa propria, seppure possa vantare il prossimo presidente dell’International Chamber of Shipping (Emanuele Grimaldi) e l’attuale vertice dell’associazione che rappresenta gli armatori mondiali del settore liquid bulk, vale a dire Intertanko (Paolo d’Amico).

“In Italia sul cold ironing scopriamo che vengono dati 700 milioni ‘a pioggia’ a 35 porti. Ma – ha aggiunto Sisto – forse ascoltando prima gli armatori si potrebbe capire quali banchine elettrificare e quali no”.

Altra critiche rivolta ancora l programma di rinnovo flotte navali inserita del fondo complementare al Pnrr: “Parlando di transizione scopriamo che il primo decreto che aiuta la flotta stanzia 500 milioni di euro per il rinnovo delle flotte ma con l’esclusione di intere tipologie di traffici e di navi, tra cui le navi da crociera, per non parlare delle navi italiane che competono oltre gli stretti. Cioè, in pratica, quando si tratta di essere green, tema globale, si aiutano solo i traffici tra i porti italiani. Sembra proprio una contraddizione. È vero che chiunque investa in Italia crea Pil e lavoro nel nostro Paese ma è un po’ bizzarro che in alcuni dei nostri porti gli armatori italiani non abbiano voce nelle commissioni consultive perché viene data prevalenza alle merci trasportate da operatori stranieri”. Quest’ultimo riferimento è al fatto che, in molti scali italiani, l’unico posto nelle commissioni consultive riservato all’armamento sia occupato da Assarmatori che rappresenta diverse shipping company straniere attive in Italia, in primis Msc.

Infine il direttore generale di Confitarma ha ricordato come navi taliane siano penalizzate da norme ormai obsolete che da tempo la confederazione chiede di aggiornare: “Ancora oggi, ad esempio, la normativa sanitaria vigente per le navi da crociere è quella del 1897, senza contare le regolamentazioni che impongono viaggi all’altro capo del mondo per le visite del medico competente e per le altre certificazioni. Occorre riattivare al più presto il tavolo presso il Ministero della Salute, interrotto dall’emergenza Covid, per avere una sanità marittima moderna e in linea con le esigenze attuali”.

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