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Economia

Gli armatori protestano con l’Imo per il mancato ok al fondo green da 5 miliardi $

A seguito della conclusione del Comitato per la protezione dell’ambiente marittimo (Marine Environment Protection Committee) 77 dell’International Maritime Organisation (Imo), l’International Chamber of Shipping (Ics), attraverso il suo segretario generale Guy Platten si è detta “delusa dal fatto che le parole e gli impegni presi dai governi alla COP26 non siano stati ancora tradotti in […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
26 Novembre 2021
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A seguito della conclusione del Comitato per la protezione dell’ambiente marittimo (Marine Environment Protection Committee) 77 dell’International Maritime Organisation (Imo), l’International Chamber of Shipping (Ics), attraverso il suo segretario generale Guy Platten si è detta “delusa dal fatto che le parole e gli impegni presi dai governi alla COP26 non siano stati ancora tradotti in azioni. Gli incontri di questa settimana – aggiunge l’associazione internazionale degli armatori – hanno perso l’opportunità di portare avanti una serie di misure di riduzione dei gas serra che accelereranno lo sviluppo di navi a emissioni zero che sono urgentemente necessarie su larga scala per decarbonizzare il nostro settore. È quasi come se la COP 26 non fosse mai avvenuta”.

L’International Chamber of Shipping prosegue la sua critica dicendo: “I governi non possono continuare a ‘prendere a calci la lattina lungo la strada’; ogni ritardo ci allontana ulteriormente dal raggiungimento di obiettivi climatici urgenti. Continueremo a lavorare con i governi per concordare la serie di misure che l’industria ha proposto, incluso il fondo di ricerca e sviluppo da 5 miliardi di dollari come passo immediato, a cui seguirà un prezzo del carbonio per lo shipping basato su un’imposta. L’adozione di entrambe queste misure sarà l’unico modo per ottenere emissioni nette pari a zero dalla navigazione marittima entro il 2050, garantendo al contempo una transizione equa che non lasci indietro nessuno”.

Nel 2020 la stessa associazione aveva presentato una proposta dettagliata all’Imo per un fondo da 5 miliardi di dollari, che sarà finanziato dall’industria, per accelerare lo sviluppo della ricerca di tecnologie a zero emissioni di carbonio.

Gli armatori sottolineano che il messaggio dell’industria alla Cop26 è stato chiaro: “Il tempo stringe e dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per decarbonizzare ora. L’industria continuerà a fare pressioni sull’Imo affinché agisca poiché l’importanza di affrontare il cambiamento climatico è troppo grande per rinunciarvi”

“C’è stato un chiaro riconoscimento da parte di molti paesi dell’urgente necessità di aumentare significativamente la spesa in Ricerca&Sviluppo. Ma siamo delusi dal fatto che non sia stato dedicato tempo sufficiente per consentire agli Stati membri dell’Imo di prendere una decisione sul fondo di 5 miliardi di dollari in questa sessione” accusa l’International Chamber of Shipping, che torna a chiedere ai governi di consentirgli “di andare avanti e di fare le cose che devono essere fatte. Non stiamo nemmeno chiedendo soldi o il tipo di sussidi che ricevono altri settori.

La conclusione dell’associazione internazionale degli armatori è questa: “Il Fondo per la ricerca marittima dell’Imo è l’unica proposta sul tavolo pronta per un accordo immediato. Se non verrà portato avanti presto, temiamo che questo segnalerà al mondo, dopo la Cop 26, che l’Imo non è più seriamente intenzionato a mantenere la sua leadership sulle questioni relative ai gas serra e che altri potrebbero intervenire per colmare il vuoto. Continueremo a lavorare con i governi per garantire che le preoccupazioni vengano affrontate in modo che questo fondo possa essere implementato il prima possibile”.

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