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Economia

Nel 2025 il Mediterraneo diventerà area Seca

In Turchia, ad Antalya, si è appena chiusa la riunione delle parti contraenti della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mare Mediterraneo dall’inquinamento con l’annuncio che gli Stati del Mediterraneo hanno deciso di designare un’Area a Controllo delle Emissioni di Zolfo (sulphur emission controlled area). I paesi che affacciano sul Mare Nostrum hanno concordato […]

di Nicola Capuzzo
10 Dicembre 2021
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In Turchia, ad Antalya, si è appena chiusa la riunione delle parti contraenti della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mare Mediterraneo dall’inquinamento con l’annuncio che gli Stati del Mediterraneo hanno deciso di designare un’Area a Controllo delle Emissioni di Zolfo (sulphur emission controlled area). I paesi che affacciano sul Mare Nostrum hanno concordato di richiedere, in occasione della riunione dell’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) che si terrà all’inizio del 2022, l’adozione di un’area Seca che coprirà l’intero Mar Mediterraneo. La delibera, seguendo l’iter decisionale che verrà attivato in sede Imo, prevede che il nuovo e più stringente limite alle emissioni nel Mediterraneo entri in vigore dal 1 gennaio 2025.

Allo stato la delibera che verrà depositata all’IMO non include la richiesta di attivazione anche di nuovi limiti alle emissioni nocive di ossidi di azoto delle navi. Tuttavia gli Stati membri della Convenzione di Barcellona hanno deliberato di mettere in calendario, per il prossimo biennio,  lavori con l’obiettivo di arrivare alla definizione di un’area che riduca anche le emissioni nocive di ossidi di azoto (NOx) e in particolare di studi che definiscano la fattibilità della area Neca nel Mediterraneo .

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, ha accolto questa notizia dicendo: “Il gruppo di Ong che da anni si batte per una EcaMed accoglie con grande favore la decisione degli Stati mediterranei. Questo è un enorme passo avanti verso un’aria più pulita nella regione e nelle tante città di porto sulle nostre coste. Il rovescio della medaglia è che manca ancora, contrariamente a quanto avremmo sperato, una normativa efficace per ridurre le emissioni nocive di ossidi di azoto che provengono dalle navi. Questo è in contrasto con le evidenze scientifiche che indicano che solo un’Area a Controllo delle Emissioni che combini ossidi di zolfo e ossidi di azoto otterrà i massimi benefici per la salute”.

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