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Aidim, Confitarma e i porti italiani: fra scelte incompiute e nuove sfide da affrontare

A Roma, presso la sede di Confitarma, è andata in scena una tavola rotonda intitolata “Le nuove sfide della portualità italiana” introdotta dal saluto di Giorgio Berlingieri, presidente dell’Associazione di Diritto Marittimo, e moderata da Elda Turco Bulgherini, presidente del comitato romano della stessa associazione. Nell’occasione Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, ha ribadito l’esigenza […]

di Nicola Capuzzo
21 Dicembre 2021
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A Roma, presso la sede di Confitarma, è andata in scena una tavola rotonda intitolata “Le nuove sfide della portualità italiana” introdotta dal saluto di Giorgio Berlingieri, presidente dell’Associazione di Diritto Marittimo, e moderata da Elda Turco Bulgherini, presidente del comitato romano della stessa associazione.

Nell’occasione Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, ha ribadito l’esigenza di acquisire consapevolezza del ruolo marittimo del nostro Paese: “Da qui l’esigenza che il nostro Paese punti concretamente a riacquistare la propria influenza e il proprio ruolo di leadership nel Mediterraneo” ha detto. “La concorrenza tra Northern Range e Southern Range vede nei porti del Sud Europa forti svantaggi dovuti alla presenza di inadeguate infrastrutture di collegamento con i centri del commercio europeo e l’inefficienza del sistema logistico portuale inducono le aziende a prediligere i porti nordeuropei”. Secondo il numero due di Confitarma “la mancanza di diversificazione dei servizi tra porti nazionali distanti pochi chilometri l’uno dall’altro porta a un gap di competitività che non trova soluzione. I porti sono parte integrante della logistica moderna e hanno manifestato la loro resilienza nel periodo pandemico. Ora i segnali di ripresa devono essere
accompagnati da investimenti volti a rafforzare la competitività dei porti italiani. PNRR e Fondo complementare pongono obiettivi ambiziosi e stimolanti anche per la transizione ecologica e digitale della portualità italiana”.

Francesco Beltrano, capo servizio Porti e Infrastrutture di Confitarma, ha ricordato che “la portualità italiana, nel breve termine, dovrà affrontare due importanti sfide anche sul fronte dei servizi: la prima è lo svolgimento delle gare europee per l’affidamento del servizio di rimorchio in molti porti nazionali. La seconda riguarda l’applicazione del D.lgs. 197/2021 di recepimento alla Direttiva europea 883/2019 in materia di impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi. L’auspicio è che tale decreto possa essere l’opportunità per razionalizzare il settore del ritiro rifiuti assicurando omogeneità applicativa a livello nazionale e una maggiore competitività dello stesso”. In merito alla rappresentatività degli stakeholders in seno alle commissioni consultive e agli organismi di partenariato della risorsa mare istituite presso le Autorità di sistema portuale, Francesco Beltrano ha
affermato che “la presenza degli armatori nazionali dovrebbe essere sempre garantita affinché, sulle questioni marittimo-portuali affrontate in tali sedi, la loro voce possa essere ascoltata”. Il riferimento è al fatto che in alcuni scali ha prevalso la rappresentatività di Assarmatori.

Secondo Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, sono numerose le sfide che la portualità italiana oggi deve affrontare. Innanzitutto, quelle riferibili alle misure europee (Green Deal, Recovery Fund, Next Generation EU). “Da
questo punto di vista i settori su cui tali strumenti si sono maggiormente concentrati sono quelli dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica. “Un’altra importantissima sfida – ha detto Prete – è quella relativa alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea con riferimento alla tassazione delle attività di impresa svolta dagli enti portuali italiani. In attesa della decisione relativa al ricorso proposto da Assoporti e da tutte le Autorità di Sistema Portuale, al momento non è ancora individuabile quello che potrebbe essere lo scenario futuro”. Infine, secondo il presidente della port authority pugliese, occorre tener conto anche delle innumerevoli sfide che “sebbene connotate dall’attualità, non possiamo considerare come nuove in quanto riferite a questioni più o meno datate. Il Piano Nazionale Strategico della Portualità e della Logistica (Pnspl) del 2015 aveva effettuato una fotografia dello stato della portualità italiana individuando le azioni da mettere in campo, delle quali solo alcune sono state intraprese impattando negativamente sul raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

Infine il Capitano di vascello Massimo Seno, capo reparto Affari giuridici e servizi d’istituto del Comando Generale Capitanerie di Porto, ha sottolineato l’importante ruolo svolto dal Corpo che, “grazie alle sue caratteristiche di trasversalità, flessibilità e capillarità, assicura in maniera organica e armonica innumerevoli funzioni in campo ambientale, marittimo e portuale”. OLtre a ciò ha aggiunto: “I comandi territoriali distribuiti lungo le coste italiane sono titolari di responsabilità nei diversi momenti decisionali e di governance dei sistemi portuali, costituendo un elemento di equilibrata regolazione e controllo delle molteplici attività che convivono all’interno dei porti. In particolare, le Capitanerie di porto presidiano la sicurezza che rappresenta un elemento qualificante per il complesso sistema economico marittimo-portuale”.

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