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Elbana di Navigazione riparte ristrutturata ma con una nave in meno

La società armatoriale Elbana di Navigazione della famiglia Freschi ha chiuso la ristrutturazione finanziaria aperta circa un anno fa a seguito di un difficile andamento di mercato registrato nel 2018 ed è pronta dunque a navigare risanata anche se ha dovuto pagare un prezzo non indfferente. Una comunicazione rende noto infatti che “Compagnia elbana di […]

di Nicola Capuzzo
4 Marzo 2020
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La società armatoriale Elbana di Navigazione della famiglia Freschi ha chiuso la ristrutturazione finanziaria aperta circa un anno fa a seguito di un difficile andamento di mercato registrato nel 2018 ed è pronta dunque a navigare risanata anche se ha dovuto pagare un prezzo non indfferente.

Una comunicazione rende noto infatti che “Compagnia elbana di navigazione, società per azioni attiva fin dagli anni ’40 nel settore dello shipping con particolare focus nei trasporti chimici e petroliferi, ha posto le basi per il suo definitivo rilancio industriale, grazie al management, alla disponibilità dell’azionista di riferimento e a quella dei creditori finanziari. Tali basi hanno presupposto una significativa operazione di cessione di un asset navale, nonché la rimodulazione dell’esposizione della società verso il ceto bancario, nell’ambito di un piano di risanamento attestato conclusosi con una significativa riduzione dell’esposizione finanziaria iniziale”.

SabelliBenazzo con il partner Paolo Benazzo e dal senior associate Lorena Concari unitamente a Kpmg con il partner Lorenzo Nosellotti e con l’assistant manager Fabio Salvatici hanno assistito la società, Giovanardi Pototschnig & associati con la partner Linda Morellini e il senior associate Andrea Chiloiro con il trainee Andrea Santambrogio ha assistito i creditori finanziari. Watson Farley & Williams, con il partner Furio Samela, coadiuvato dal senior associate Michele Autuori, ha assistito DeA Capital Alternative Funds sgr, il comparto di IDeA Corporate Credit Recovery II Shipping Fund dedicato ai crediti distressed del settore navale, nell’operazione di acquisto (attraverso una società controllata dalla stessa DeA Capital), mentre Dardani studio legale con i partner Maurizio Dardani e Marco Manzone ha assistito la società.

La nave a cui la shipping company di Piombino ha dovuto rinunciare è la ex Letizia Effe, già ribattezzata Aethalia e passata sotto il controllo del fondo Dea Capital. Con le sue 20.000 tonnellate di portata lorda questa nave era l’ammiraglia della flotta Elbana che rimane ora composta da altre quattro navi chemical tanker di proprietà (Alessandro F, Etrusco, Falesia, Leale) a cui si aggiunge una quinta unità (Diego) gestita con contratto di time charter.

Elbana già nel 2015 aveva stipulato con i finanziatori un piano di risanamento ex art.67 L.F. ma nei primi mesi del 2019, dopo il precedente esercizio chiuso in rosso (perdita di 1,4 milioni a fronte di ricavi per 26,8 milioni, un margine operativo lordo negativo per quasi un milione e un indebitamento complessivo di 57 milioni), aveva preferito “intraprendere un nuovo confronto con il sistema bancario e con il fondo Dea capital (subentrato nelle posizioni del Banco Popolare di Milano) per individuare e condividere una nuova manovra finanziaria”. Dei 51 milioni di debiti verso le banche circa 4 milioni riguardavano l’acquisto delle navi ed erano garantiti da ipoteche sulla flotta.

Nicola Capuzzo

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