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Cresce rapidamente la lista di Paesi ed economie in lockdown

Il termine inglese lockdown sta diventando la parola del momento. Nel lessico specialistico viene utilizzata per rappresentare l’isolamento imposto fra i detenuti mentre in Italia oggi sta a significare la netta separazione fra regioni e paesi al fine di limitare il più possibile la diffusione del Coronavirus. Questa misura introdotta inizialmente dalla Cina e poi […]

di Nicola Capuzzo
26 Marzo 2020
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Il termine inglese lockdown sta diventando la parola del momento. Nel lessico specialistico viene utilizzata per rappresentare l’isolamento imposto fra i detenuti mentre in Italia oggi sta a significare la netta separazione fra regioni e paesi al fine di limitare il più possibile la diffusione del Coronavirus.

Questa misura introdotta inizialmente dalla Cina e poi dall’Italia sta diventando un esempio per molti altri Paesi nel mondo e necessariamente avrà un impatto sulle relative produzioni industriali e sui trasporti delle merci. Diverse agenzie hanno calcolato che ormai a più di 2,6 miliardi le persone nel mondo è stato imposto di rimanere a casa.

In Europa la Gran Bretagna ha deciso ieri il lockdown a effetto immediato così come lo stesso è stato fatto anche in Grecia, in Spagna, in Francia, in Danimarca, in Repubblica Ceca e in alcune parti della Svizzera (Canton Ticino).

Da stanotte anche in India scatta il lockdown nazionale per 21 giorni. Il vicino e rivale Pakistan ha imposto il blocco solo nella regione più colpita, quella meridionale di Sindh.L’Iran, tra i Paesi più colpiti, ha chiuso centri commerciali, negozi e bazar fino al 3 aprile. L’Iraq ha esteso il lockdown nel Paese fino al 28 marzo e nelle Filippine a Manila c’è il coprifuoco con il governo che ha dichiarato uno stato di calamità nazionale di sei mesi. Quest’ultima misura ha un effetto diretto e importante sul trasporto via mare perché impedisce di fatto l’avvicendamento fra equipaggi di nazionalità filippina a bordo delle navi.

La Thailandia, dove le scuole sono già state chiuse fino al 30 marzo, giovedì proclamerà lo stato d’emergenza con il blocco degli spostamenti e multe per i trasgressori. Il Giappone sembra aver passato il picco dell’epidemia e alcuni dei parchi giochi hanno già riaperto o sono prossimi a farlo.

Negli Stati Uniti quindici Stati hanno imposto il lockdown. Gli ultimi erano stati Washington, Oregon, Michigan, Indiana e Massachusetts a cui si aggiungono ora Wisconsin, Delaware e New Mexico. Almeno 150 milioni gli americani sono in lockdown: quasi la metà della popolazione .

Per quanto riguarda il Sud America El Salvador ha ordinato alla popolazione di stare a casa 30 giorni mentre in Ecuador c’è lo stato di emergenza con il coprifuoco dalla settimana scorsa.

Guardando all’Africa si registra lo stato di emergenza in Senegal, con coprifuoco notturno. In Sudafrica da oggi entra in vigore il lockdown ma emergenza e isolamenti sono in atto anche in Costa d’Avorio e in tutto il Maghreb.

Infine per quanto riguarda l’Oceania da pochi giorni sono chiusi pub, ristoranti, club, cinema, casinò e luoghi di culto in Australia. Restano aperti i supermercati, e la chiusura delle scuole a livello nazionale non è stata prorogata, ma alcuni Stati sono intenzionati a farlo. Domani a mezzanotte anche la Nuova Zelanda entrerà in lockdown.

Tutte queste misure chiaramente avranno un impatto diretto sugli scambi commerciali mondiali e sul trasporto via mare, aereo e terra di materie prime e prodotti finiti.

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