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Economia

In arrivo una rapida ripresa dei noli per le grandi navi portarinfuse secche

Per il mercato dello shipping di carichi dry bulk, settore nel quale sono attive diverse società armatoriali italiane, si prevede un’inversione di tendenza per la seconda metà del 2020. Lo rivela modulo Forecast Earnings di VesselsValue elaborato in collaborazione con ViaMar As secondo il quale i noli per le navi portarinfuse secche nella seconda metà […]

di Nicola Capuzzo
1 Aprile 2020
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Per il mercato dello shipping di carichi dry bulk, settore nel quale sono attive diverse società armatoriali italiane, si prevede un’inversione di tendenza per la seconda metà del 2020. Lo rivela modulo Forecast Earnings di VesselsValue elaborato in collaborazione con ViaMar As secondo il quale i noli per le navi portarinfuse secche nella seconda metà di quest’anno dovrebbe riprendersi. In particolare, secondo le previsioni di questi analisti, i ritorni delle navi classe Capesize aumenteranno di sei volte nei prossimi 6 mesi, passando da 5.000 a 30.000 dollari al giorno entro ottobre 2020.

Negli ultimi 12 mesi diversi fattori, tra cui in particolare il crollo della diga di Brumadinho in Brasiliana nella primavera del 2019, combinato con la riduzione delle infrastrutture e dei consumi energetici dovuta al Capodanno cinese e al Covid-19 negi ultimi mesi, ha portato a un crollo sostenuto dei traffici di rinfuse secche.

Il grafico mostra gli ultimi 12 mesi di crescita della domanda e dell’offerta di Capesize. Come si può vedere, nel 2019 e nel 2020 fino ad ora la crescita della flotta ha superato la crescita della domanda, portando a un eccesso di offerta di navi e alle recenti condizioni deboli di mercato. Una buona notizia è rappresentata dal fatto che le demolizioni di navi Capesize hanno raggiunto un nuovo picco all’inizio del 2020.

Ad oggi nell’anno sono state vendute 25 navi Capesize per scrap rispetto a sole 10 unità nel 2019 e 7 unità nel 2018. Un’ulteriore riduzione dell’offerta di stiva per questa classe di navi è attualmente sospesa a causa della temporanea chiusura dei cantieri di demolizione navale sempre per il Coronavirus.  Secondo VesselsValue e Viamar As le aspettative sono di vedere un significativo aumento delle dismissioni di navi Capesize alla riapertura dei cantieri di demolizione nel periodo giugno – luglio 2020.

Gli analisti prevedono dunque noli da 30.000 dollari/giorno nel terzo trimestre di quest’anno e rate giornaliere comprese fra 20.000 e 35.000 dollari per i prossimi 3 anni. Queste previsioni si basano su un’analisi dei dati relativi al commercio, alla flotta disponibile e al tasso di utilizzo delle navi.

A proposito di quest’ultimo aspetto il grafico sottostante mostra il rapporto tonnellate/miglia delle Capesize che mostra chiaramente una progressiva ripresa a livelli prossimi a quelli dell’anno precedente con un trend ulteriormente rialzista.

 


VesseslValue si aspetta una continuazione di questa crescita della domanda globale.

Alla fine di febbraio i governi provinciali cinesi hanno avviato progetti di investimento per un valore di 24,7 milioni di yuan, circa il 25% del Pil del 2019. Un pacchetto di stimolo che porterà a una domanda sempre più forte di acciaio e di energia e a un saldo secco della domanda di offerta di carichi alla rinfusa. Il pacchetto di stimolo continuerà a sostenere la crescita della domanda di rinfuse secche in misura sufficiente a superare la crescita dell’offerta nei prossimi tre anni, e il mercato delle rinfuse secche e i tassi di nolo continueranno a crescere nel 2021 e nel 2022.

Sul fronte dell’offerta di stiva e dei nuovi ordini, le incertezze generate dalla pandemia di Covid-19, la guerra commerciale e la volatilità dei prezzi del petrolio stanno influenzando le decisioni aziendali che saranno prese nella prima metà del 2020 con grande cautela. La domanda dei cantieri navali, già alle prese con le sfide delle prossime normative e della geopolitica, subirà probabilmente un ulteriore colpo date l’ampia instabilità attuale della crescita economica e degli scambi commerciali a livello globale. Di conseguenza il portafoglio ordini globale di nuove navi si è ulteriormente ridotto e VesseslValue prevede che continui questo trend.

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