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Schenone ottimista sull’imminente fusione fra i terminal genovesi Sech e Psa

Genova – Giulio Schenone, amministratore delegato di Gruppo Investimenti Portuali, a margine della presentazione del nuovo Punto di Ispezione Frontaliero inaugurato al terminal Sech del capoluogo ligure, ha cercato di rimanere abbottonato alla domanda su cosa si aspetta che possa succedere in merito alla fusione fra Psa Genova Prà e Sech ma senza nascondere un […]

di Nicola Capuzzo
17 Giugno 2020
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Genova – Giulio Schenone, amministratore delegato di Gruppo Investimenti Portuali, a margine della presentazione del nuovo Punto di Ispezione Frontaliero inaugurato al terminal Sech del capoluogo ligure, ha cercato di rimanere abbottonato alla domanda su cosa si aspetta che possa succedere in merito alla fusione fra Psa Genova Prà e Sech ma senza nascondere un certo ottimismo sull’epilogo della vicenda. “Sappiamo solo che i pareri richiesti sono arrivati all’Autorità di sistema portuale sia dell’Autorità Antitrust che dell’Avvocatura di Stato. Cosa ci sia scritto dentro non lo so perché non li ho visti ma e il presidente Paolo Emilio Signorini porterà questa operazione al comitato di gestione del prossimo 30 giugno e quindi presumo che il pronunciamento sia stato favorevole” ha detto il numero uno di Gip a SHIPPING ITALY. Se la fase istruttoria propedeutica avesse ottenuto esito negativo in effetti non avrebbe nemmeno senso che la questione venga portata in comitato per la votazione.

A proposito delle tempistiche con cui l’affare andrà in porto Schenone aggiunge: “Noi abbiamo notificato l’operazione alla port authority il 18 settembre scorso e da fine ottobre eravamo già pronti a portarla a termine. Ora il Covid ha certamente cambiato alcuni scenari ma la logica industriale alla base dell’operazione è rimasta immutata e noi diciamo che saremmo pronti a portarla a termine praticamente subito dopo il benestare dell’AdSP”.

L’atteso ok alla fusione Psa – Sech, se effettivamente sarà confermato, si applicherà anche all’operazione Msc – Messina (riguarda in porto il terminal IMT) che ha viaggiato di pari passo nella richiesta di un parere all’Avvocatura di Stato ma non è chiaro se anch’essa verrà messa all’ordine del giorno del comitato di gestione di fine giugno. Ad oggi l’ingresso del Gruppo Msc in messina ancora non è stato portato a termine.

L’operazione notificata da Gruppo Investimenti Portuali e da Psa Italia prevede invece la creazione di una nuova società alla quale faranno capo direttamente (e congiuntamente) entrambe i terminal container di Genova Prà e di Calata Sanità che inizierebbero a operare sfruttando sinergie operative e commerciali. Oggi le due realtà vedono Gip e Psa entrambe soci dei due terminal ma con quote di minoranza e maggioranza invertite.

La logica alla base di questo affare va ricercato, secondo i proponenti, nell’intenzione di riequilibrare il potere contrattuale dei terminalisti di fronte alle compagnie di navigazione offrendo loro un servizio commercialmente e operativamente migliore. Secondo gli oppositori dell’operazione (Msc e Cosco in primis) la fusione finirebbe per limitare eccessivamente la concorrenza all’interno del bacino portuale genovese dell’Alto Tirreno. L’avvocatura di Stato era stata coinvolta dal presidente della port authority, Paolo Emilio Signorini, per sapere se l’ente da lui presieduto avrebbe o meno potuto interpretare in maniera estensiva il divieto di doppia concessione in un porto in capo a una medesima società terminalistica per la stessa specializzazione merceologica. A quanto pare da Roma sarebbe arrivato un parere favorevole.

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