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Acqua agitate fra i lavoratori di Moby e Cin

Iniziativa dei sindacati autonomi di fronte alla mancata risposta aziendale sull’ipotesi di cessione di navi legate alla rinuncia di Msc al 49% del capitale

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
30 Settembre 2025
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Arrivate a metà settembre le prime scadenze del percorso articolato da Msc per ‘uscire’ dall’operazione Moby senza danni Antitrust, fra i lavoratori delle compagnie coinvolte del gruppo Onorato Armatori sta cominciando a diffondersi preoccupazione.

Tanto che le sigle autonome Federmar Cisal, Ugl Mare, Usb (congiuntamente) e Orsa hanno proclamato lo stato di agitazione del personale amministrativo e marittimo delle società Tirrenia Cin e Moby, avviando la procedura di raffreddamento.

Nella nota delle prime tre (analoga quella di Orsa) si legge che a monte dell’iniziativa c’è l’insoddisfazione per un incontro tenutosi nei giorni scorsi: “L’assenza di chiarimenti – si legge – circa le istanze oggetto di preoccupazioni delle maestranze lavorative relative alle tenute occupazionali di entrambe le società; le voci che continuano ad essere più insistenti circa la vendita di alcuni asset aziendali, la cui cosa incrementerebbe gli esuberi di personale che già esistono in alcune categorie di lavoratori, la mancanza di chiarezza, della quale abbiamo avuta sensazione nel recente incontro la cui cosa lascia trasparire incertezza ed assenza di azioni che possano deprecare ripercussioni negative per le tenute occupazionali”.

In un comunicato a margine si esplicita che “gli impegni presi dalla Moby per estinguere il debito con la controllata Msc parlano di alienazione degli asset non strategici. Gli unici asset che Moby può mettere a disposizione per pagare il debito sono le navi”. In attesa di riscontro le sigle hanno fatto sapere che “saranno richieste le necessarie assemblee con i lavoratori, nei modi previsti dal Ccnl vigente al fine di rendere partecipi i lavoratori dello stato in cui versano le due aziende”. Moby non ha rilasciato dichiarazioni.

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