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Noli container ai minimi degli ultimi 9 mesi (-53% rispetto a un anno fa)

Nel frattempo ‘buone’ notizie per i liner potrebbero arrivare dalla crescente congestione portuale degli scali del Nord Europa

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
13 Ottobre 2025
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Le cancellazioni delle partenze navi introdotte dalle compagnie di navigazione di linea per compensare i rallentamenti degli scambi legati alla Golden Week, terminata il 7 ottobre, non hanno arrestato il calo dei noli container, che è proseguito anche nella scorsa settimana portandoli a toccare il livello più basso degli ultimi nove mesi. In particolare, secondo il World Shipping Container Index di Drewry, nella settimana del 9 ottobre i livelli sono calati dell’1% rispetto a sette giorni prima a una media di 1.651 dollari per un box da 40 piedi, un importo inferiore del 51% a quelli di un anno prima. Sulla rotta Shanghai – Genova, i prezzi sono scesi allo stesso ritmo (-1%), raggiungendo quota 1.793 dollari, il 53% in meno.

All’orizzonte, sulle tariffe per il trasporto via mare, si profila inoltre l’effetto benefico del cessate il fuoco a Gaza, che – con tempi e modalità tutte da definire – dovrebbe consentire il ritorno in sicurezza dei transiti delle navi commerciali nel Mar Rosso spingendole verso nuovi ribassi.

Se una seconda metà dell’anno segnata da livelli molto deboli è inevitabile secondo molti, sono però da registrare anche forze di segno opposto che potrebbero evitare un pieno tracollo delle tariffe. Tra quelle sotto il controllo degli armatori, oltre ai blank sailing, c’è anche l’introduzione di aumenti tariffari, una mossa decisa nei giorni scorsi già da Hapag Lloyd e Msc, cui ora si è accodata anche Cma Cgm.
Il gruppo francese ha infatti annunciato – pure a far data dal 15 ottobre come le colleghe- nuove tariffe Fak (Freight All Kind) per trasporti dall’Asia verso il Mediterraneo e il Nord Africa. Le stesse saliranno ulteriormente a partire dal 1 novembre. Per fare un esempio, la spedizione di un box da 20 piedi verso il Med occidentale avrà un costo base di 2.300 dollari, che salirà a 2.400 dall’inizio del prossimo mese. Dalla stessa data Cma Cgm introdurrà inoltre nuovi livelli di prezzi per le spedizioni dal Mediterraneo verso Medio Oriente e Mar Rosso, con costi che, per partenze con origine nell’area occidentale, saliranno rispettivamente a 900 e 800 dollari.

A intervenire sui livelli dei noli, sostenendoli, potranno essere però anche i fenomeni di congestione portuale. Un riacutizzarsi di questa problematica si sta osservando in particolare negli scali del Nord Europa. La scorsa settimana i terminal container di Rotterdam sono rimasti fermi per uno sciopero indetto dagli addetti al rizzaggio che puntavano alla firma di un nuovo contratto. Al momento il blocco è stato sospeso – e lo sarà per almeno cinque giorni – a causa della ripartenza delle trattative con la parte datoriale; un tribunale ha comunque garantito ai rappresentanti dei lavoratori la possibilità di riprendere lo sciopero in caso di fallimento delle negoziazioni.
Nel frattempo, i porti belgi di Anversa, Ghent e Zeebrugge sono alle prese con lo sciopero dei piloti, che ha portato venerdì sera a contare 150 navi in attesa di entrare nei tre scali, con ritardi a cascata anche sulle operazioni inland. Secondo I rappresentanti dei lavoratori, nel paese molte posizioni restano non occupate poiché gli aspiranti piloti preferiscono spostarsi nei vicini scali dei Paesi Bassi, il cui sistema garantisce loro “stipendi più alti, una pensione migliore e il pensionamento obbligatorio a 60 anni”.

L’ultimo aggiornamento fornito direttamente dal porto di Anversa segnala per questa mattina alle 7 93 navi in attesa (e senza approdi già pianificati) nello scalo e altre 19 che stanno incontrando ritardi, mentre a Zeebrugge la situazione era di 12 unità il cui approdo stava subendo rallentamenti.

Secondo Loadstar, la combinazione dei nuovi incrementi Fak e del fermo forzato della capacità navale, bloccata dalla congestione, potrebbe quantomeno creare un picco di breve periodo.

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