Confitarma esulta per il Dl Energia: all’Ets 620 mln nel 2025 dal trasporto marittimo
L’associazione confindustriale degli armatori soddisfatta per l’inserimento del rifinanziamento di Sea Modal Shift (ex Marebonus) e Ferrobonus fra le destinazioni dei proventi del gettito (in attesa di sapere il quantum)
L’apprezzamento per l’emendamento al Dl Bollette, in gestazione alla Camera, espresso da Alis è stato condiviso da Confitarma.
L’intervento di Governo (si tratta di un emendamento proposto dai relatori del Decreto legge), come è noto, ha inserito l’incentivo al “riequilibrio modale dal trasporto stradale di merci a quello marittimo e ferroviario” (con specifico richiamo agli articoli di legge sul Sea Modal Shift, l’ex Marebonus, e sul Ferrobonus) fra le destinazioni fra cui ripartire i proventi dei fondi derivanti dalle aste per le quote dell’Ets (Emission trading system).
Seppure l’intervento non comporti alcun effetto immediato – la ripartizione necessita comunque di provvedimenti di legge ad hoc – per Confitarma “si tratta di un passo importante nella direzione, più volte indicata, di reinvestire le risorse generate dal sistema Ets – e sostenute anche dal trasporto marittimo – in misure a supporto della transizione energetica del settore”.
L’associazione ha ricordato che “nel 2024 l’Italia ha incassato oltre 2,6 miliardi di euro dalle aste Ets, risultando il terzo Paese dell’Unione europea per gettito complessivo. Secondo le stime del Centro Studi di Confitarma, nel 2025 il trasporto marittimo contribuirà per oltre 620 milioni di euro, per un totale che supererà i 6 miliardi entro il 2030”.
È in questo contesto che Confitarma ha richiamato “l’attenzione delle istituzioni sull’impatto del sistema Ets sui traffici Ro-Ro e, in particolare, sul trasporto dei tir via mare. Nel biennio 2024–2025, limitatamente ai collegamenti realmente alternativi alla strada – in ambito continentale e con la Sicilia – si registra un calo superiore al 7% dei mezzi imbarcati, con un conseguente incremento di oltre 82 milioni di chilometri percorsi su strada. Complessivamente, si stima che circa 70.000 tir abbiano abbandonato le rotte marittime alternative alla strada, con effetti negativi in termini di emissioni, congestione e costi esterni a carico del sistema Paese. È ora essenziale che le risorse generate dal sistema Ets – in attesa della sua auspicata sospensione – siano stabilmente reinvestite nel settore marittimo, per evitare distorsioni competitive e sostenere concretamente la transizione ecologica”.
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