Crociere in Medio Oriente verso uno stop almeno biennale
Dall’analisi di Ticketcrociere emerge la diminuzione della domanda nel Golfo e la preferenza per le rotte oltreoceano, influenzate dall’incertezza geopolitica
Il settore crocieristico nel Mar Rosso e nel Golfo Persico sta attraversando una fase di profonda incertezza che, secondo le rilevazioni di Ticketcrociere, prefigura una sospensione delle attività su vasta scala per almeno i prossimi due anni.
Sebbene nel 2021 l’apertura al turismo dell’Arabia Saudita avesse generato forti aspettative sotto l’impulso del piano Vision 2030, spiega una nota della società, il progetto di consolidare la regione come alternativa ai Caraibi per il mercato europeo si sta scontrando sempre più con l’instabilità geopolitica e con un chiaro mutamento nella percezione della sicurezza da parte dei viaggiatori.
Il successo crescente della destinazione era iniziato con il debutto di Msc Bellissima a Gedda e il successivo inserimento di scali fissi in Qatar, Oman ed Emirati da parte di grandi operatori come Costa Crociere e Norwegian Cruise Line. Un trend basato su un equilibrio vantaggioso tra tariffe competitive e una vicinanza geografica che era avvertita come preferibile rispetto alle lunghe tratte transatlantiche; nonostante questo, i dati di Ticketcrociere indicano che i primi segnali di flessione della domanda si erano manifestati già prima che i conflitti nell’area raggiungessero l’attuale criticità.
I dati statistici evidenziano un calo progressivo dell’interesse da parte dei turisti italiani, con un numero di passeggeri sceso dalle 1.100 unità del 2023 alle 576 previste per il 2025. Una tendenza che trova riscontro nel panorama internazionale: i dati Clia riportano infatti una contrazione del 3,9% dei passeggeri movimentati nei porti mediorientali nel corso del 2024. Nello stesso periodo, i Caraibi hanno ribadito il loro primato commerciale nonostante costi mediamente superiori; all’inizio del 2026, la domanda per le rotte caraibiche ha superato ampiamente quella per la Penisola Arabica, creando una distanza che gli analisti considerano ormai destinata a stabilizzarsi.
Secondo Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere, il fattore sicurezza agisce come variabile determinante sia per le decisioni d’acquisto dei turisti, sia per le strategie industriali degli armatori. Dato che l’industria crocieristica richiede una programmazione anticipata di diversi anni, il riposizionamento delle unità verso bacini più stabili risulta un’operazione non reversibile nel breve periodo. Casi come il trasferimento della Msc World Europa nelle Antille o la scelta di Costa Crociere di puntare su Canarie e Madeira confermano che, una volta abbandonata una rotta, il ripristino della piena operatività richiede un intero ciclo di pianificazione di almeno ventiquattro mesi.
L’attuale scenario rimane dunque segnato da cancellazioni e complessità logistiche: mentre alcuni operatori gestiscono il fermo di diverse navi nei porti di Dubai e Abu Dhabi, con ripercussioni sulle stagioni programmate nel Mediterraneo, la compagnia saudita Aroya Cruises ha già sospeso le attività nel Golfo Persico. La stessa Cruise Saudi stima che un ritorno alla normalità non sarà ipotizzabile prima del 2027. Nonostante gli imponenti investimenti in infrastrutture e promozione il futuro turistico della regione resta quindi subordinato al ritorno di una stabilità politica che al momento sembra lontana.
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