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Cantieri

Sempre meno indotto occidentale, navi da crociera cinesi all’80% entro il 2035

Pechino vuole abbandonare i subappaltatori esteri e ‘nazionalizzare’ le forniture per i cantieri impegnati nel settore passeggeri

di Redazione SHIPPING ITALY
8 Aprile 2026
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Le autorità cinesi hanno stabilito una tempistica ufficiale per trasferire la maggior parte dei subappalti e delle forniture di componenti chiave per le navi da crociera a fornitori nazionali, con l’obiettivo di approvvigionarsi di oltre l’80% delle attrezzature e dei sistemi di supporto da aziende cinesi entro il 2035.

Si tratta di un cambio di passo significativo per la navalmeccanica cinese di settore, che aveva preso le mosse meno di 10 anni fa mediante partnership con alcuni big occidentali come Fincantieri e il gruppo Carnival, oltre al Rina. L’obiettivo, delineato da Chen Gang, presidente della Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding Co., facente parte della China State Shipbuilding Corporation e capo progettista del programma cinese per le grandi navi da crociera, rappresenta uno sforzo deliberato per sostituire i fornitori stranieri che attualmente approvvigionano la maggior parte delle attrezzature per le nuove costruzioni, dai sistemi di propulsione e navigazione agli allestimenti interni, ai sistemi alberghieri e ai componenti di ingegneria navale, con equivalenti di produzione cinese.

La costruzione di una grande nave da crociera richiede migliaia di fornitori e subappaltatori lungo una catena di approvvigionamento complessa e altamente specializzata. Per le prime navi costruite in Cina, tale catena di approvvigionamento è rimasta in gran parte estera e ora le autorità sperano di localizzarla maggiormente. Chen ha delineato un approccio graduale legato a ciascuna nuova costruzione successiva. Si prevede che il tasso di localizzazione per la terza nave da crociera costruita in patria supererà il 50% entro il 2030, con l’obiettivo di raggiungere la soglia dell’80% entro il 2035, man mano che seguiranno le navi successive.

I progressi sono già visibili rispetto alle navi precedenti. Rispetto alla prima grande nave da crociera cinese, l’Adora Magic City, la seconda nave, l’Adora Flora City, varata di recente, ha già aumentato la quota di componenti di provenienza cinese di circa il 5%, secondo quanto riportato da fonti del settore locali. L’iniziativa di localizzazione si inserisce in una più ampia strategia industriale volta a sviluppare una filiera completa per il settore delle crociere a livello nazionale, in modo da garantire ai cantieri navali cinesi la stessa solidità nei rapporti con i fornitori di cui godono i loro omologhi europei.

Il 20 marzo, Cssc e China Tourism Group hanno firmato un accordo per la costruzione di due ulteriori navi da crociera, con un’opzione per una terza, garantendo così il flusso di nuove costruzioni necessario al programma di localizzazione per sviluppare e qualificare su larga scala i fornitori nazionali.

Ancora nel 2018 Fincantieri e China State Shipbuilding Corporation (Cssc), il maggiore conglomerato cantieristico cinese, avevano firmato un Memorandum of Understanding per l’ampliamento della cooperazione industriale già in essere tra i due gruppi a tutti i segmenti delle costruzioni navali mercantili, non solo quindi nelle crociere. Questo accordo negli anni successivi è andato via via indebolendosi fino di fatto a scomparire.

L’allora amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono aveva commentato il Memorandum parlando di “un ulteriore riconoscimento della nostra decisione di accedere alle grandi potenzialità rappresentate dalla Cina. Agendo come first mover in ambito navalmeccanico siamo in grado di creare ulteriori opportunità per le piccole e medie imprese del nostro indotto, consolidando con successo i rapporti con i maggiori gruppi del settore nel Paese, e allo stesso tempo di continuare a fare altrettanto in Occidente, sfruttando il boom del comparto crocieristico e mantenendo le leadership acquisite”.

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