Un accesso agli atti sul Porto Vecchio riapre la ricollocazione di Adria Terminal a Trieste
L’impresa che movimenta soprattutto metalli sperava in una collaborazione con gli ungheresi all’Adria Port e ha manifestato interesse per un’area retroportuale a Noghere
C. Steinweg – Gmt è tornata a indossare l’elmetto in testa per difendersi e, se necessario, contrattaccare di fronte al rischio di vedersi sfrattare dall’Adria Terminal nel porto vecchio di Trieste.
Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY l’ultima scintilla è stata una richiesta di accesso agli atti inviata all’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale dal Consorzio per la valorizzazione del Porto Vecchio Ursus. Quest’ultimo chiede documentazione sulla concessione di Steinweg – Gmt e si dice interessato a conoscere “l’esatta estensione delle aree e degli specchi acquei oggetto della licenza e situati nel comprensorio del Porto vecchio”. Il tutto finalizzato a portare avanti il progetto di partenariato pubblico-privato presentato dalle società Costim Srl, Impresa Percassi Spa ed Elmet Srl (attualmente in fase di Conferenza dei servizi) per ristrutturare e riconvertire ad altri usi (turistici, commerciali, diportistici, ecc.) aree portuali nel frattempo in larga parte sdemanializzate e destinate a essere restituite alla città.
Un progetto da anni in itinere e ben noto al gruppo guidato da Andrea Bartalini specializzato nell’imbarco, sbarco e movimentazione di carichi break bulk, prodotti siderurgici e project cargo, che da altrettanto lungo tempo ha chiesto alla port authority di individuare un’area con relativo specchio acqueo e possibilità di attracco delle proprie navi dove poter trasferire tutta o parte dell’attività di Adria Terminal (nel 2025 quasi 1 milione di tonnellate fra acciaio e soprattutto metalli non ferrosi).
Fino allo scorso autunno si parlava di un possibile accordo di collaborazione di Steinweg – Gmt con il nuovo terminal Adria Port di proprietà dell’Ungheria e in via di realizzazione nell’area ex Aquila in zona Noghere (320mila metri quadrati di piazzali collegati alla ferrovia e banchine per quasi 700 metri per navi ro-ro e break bulk). Oggi, però, quella alleanza non risulta possibile.
Rimane la manifestazione d’interesse che sempre Steinweg – Gmt aveva presentato all’Adsp giuliana per un’area retroportuale già bonificata di circa 80.000 mq in località Noghere, di fronte allo stabilimento Barilla G. e R. Fratelli Spa. Nel documento inviato allora al commissario straordinario Donato Liguori si tratterebbe per la società di uno spazio adatto perché “equidistante dai terminal Gmt nei porti di Trieste (Adria Terminal, ndr) e Capodistria, consentirebbe di ottimizzare la gestione dei traffici e di disporre di adeguate superfici retroportuali, oggi limitate in entrambi gli scali”.
Il risiko portuale dei traffici di metalli nel porto di Trieste è appena ripartito.
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