Spediporto chiede una Zona franca doganale a guida pubblico-privata
Sponda dall’Agenzia delle Dogane, impegno dell’Adsp su preclearing e intervento comunale per le Zls all’assemblea annuale dell’80° compleanno associativo
Genova – Più che sulla riforma portuale, la bussola degli spedizionieri punta dritto su Zone logistiche speciali e Zone franche doganali.
Mentre dal palco il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi dedicava buona parte del suo intervento all’annuale assemblea di Spediporto per annunciare la bollinatura della Ragioneria dello Stato al disegno di legge di riscrittura della Legge 84/94 approvato mesi fa dal Governo, l’associazione genovese, giunta all’80simo compleanno, sceglieva come fil rouge dell’incontro, a partire dalla relazione del presidente Andrea Giachero, pur puntuale nella generale descrizione macroeconomico del momento, un tema meno alato ma decisamente più sentito nella quotidianità degli associati.
“La nostra ambizione da operatori è che il porto diventi il motore di una nuova stagione di sviluppo logistico-industriale. È qui che il tema del retroporto, della semplificazione doganale, della Zona logistica speciale, della Zona franca doganale e delle connessioni ferroviarie e viarie si tiene insieme. Ora che tutti i passaggi formali e costitutivi della Zls – Porto e Retroporto di Genova sono stati adempiuti serve un piano esecutivo pluriennale di lavoro” ha detto Giachero.
L’obiettivo è concreto: “La Zona franca doganale, inserita dentro la più ampia Zona logistica semplificata, non è un dettaglio normativo: è uno strumento potenzialmente decisivo per trasformare una posizione geografica in un vantaggio competitivo durevole” ha ribadito il presidente degli spedizionieri, chiarendo in conclusione come, “per quanto la governance istituzionale della Zfd lavori bene, un passo ulteriore sarebbe rappresentato da una regia completa che contempli anche il privato, magari attraverso la rappresentanza delle associazioni di categoria”.
La volontà di Spediporto di focalizzarsi sul tema è stata evidenziata dalla presentazione di uno studio sulle possibilità offerte dalla Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova e dalla Zona Franca Doganale a cura di Maurizio Conti, ordinario di Economia Politica dell’Università di Genova: “Effetti forti e permanenti si registrano quando si realizza un legame forte col territorio e i contesti economici locali in cui le Zone sono inserite. Bisogna evitare l’invenzione di filiere che non esistono, come controllare potenziali effetti distorsivi sui valori immobiliari delle aree coinvolte, non utilizzare le Zone come aree di stoccaggio, bensì puntare su manifattura e servizi avanzati”.
L’esperienza Zls è stata “all’italiana” secondo Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di sistema portuale genovese: “Le Zone sono servite a facilitare gli investimenti di chi già operava in quelle aree, ma non ad attrarne di nuovi. Forse le semplificazioni proposte non sono così significative, sicuramente le risorse per il credito di imposta (80 milioni di euro a livello nazionale) sono poco significative, tanto più che sono erogate ex post: chi fa domanda, cioè, non è certo di ottenere il credito neppure se viene riconosciuto idoneo”.
Se la Zfd all’interno della Zls resta per il momento una potenzialità, per Paroli lo sviluppo più rilevante in quest’ambito è “il lavoro che stiamo facendo con Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza per il potenziamento del preclearing”. A fargli eco, ricordata la necessità che “una Zfd sia contigua al porto per sfruttarne appieno le potenzialità”, il Direttore Territoriale per la Liguria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Andrea Maria Zucchini, che ha evidenziato l’impegno dell’Agenzia a lavorare col cluster marittimo-portuale sul tema: “A inizio maggio parteciperemo a una visita congiunta delle associazioni alla Zona di Barcellona, uno dei casi di maggior successo in Europa. E quanto ai punti di controllo unici – altro argomento caro a Spediporto, ndr – siamo disponibili a interloquire con l’Adsp, anche in vista dell’imminente varo del nuovo Piano regolatore portuale”.
Sul fronte Zls, infine, anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha contribuito al dibattito, preannunciando una prossima delibera comunale che destinerà alla Zona (nonché alla rigenerazione urbana) 30 aree ex industriali in attesa di riconversione.
A.M.
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