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Rossi per la specializzazione dei porti: “Il più bel terminal container a Ravenna sarebbe poco coerente”

Genova – “All’Italia serve il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica che dica ogni porto cosa deve fare” in termini di specializzazione merceologica. “Di conseguenza dovrebbero comportarsi anche le AdSP che rilasciano le concessioni. Il più bel progetto di terminal container lo riterrei poco coerente con il porto di Ravenna”. Queste sono la […]

di Nicola Capuzzo
16 Ottobre 2020
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Genova – “All’Italia serve il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica che dica ogni porto cosa deve fare” in termini di specializzazione merceologica. “Di conseguenza dovrebbero comportarsi anche le AdSP che rilasciano le concessioni. Il più bel progetto di terminal container lo riterrei poco coerente con il porto di Ravenna”.

Queste sono la parole che Daniele Rossi, presidente di Assoporti e dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico centro-settentrionale, intervenendo in collegamento video alla presentazione del Rapporto 2019 di Sipotra sulle concessioni portuali ha usato per sottolineare l’importanza di “un coordinamento nazionale” sulla pianificazione infrastrutturale che oggi nel nostro paese non si vede. Parole comprensibili e per molti condivisibili, anche se stridono con quello che è il progetto di sviluppo principe per lo scalo romagnolo, vale a dire ‘Ravenna Port Hub’, che lo scorso giugno ha visto l’aggiudicazione dei lavori di dragaggio. Questo piano d’investimenti, nella sua prima fase del valore complessivo di 235 milioni di euro, prevede infatti “l’escavo di 5 milioni di metri cubi di sedimenti per approfondire i fondali del porto sino a -12,5 metri con il rifacimento del primo lotto di banchine esistenti (per oltre 6,5 km) al fine di adeguarle ai nuovi fondali e alla realizzazione di una nuova banchina della lunghezza di oltre 1.000 metri in Penisola Trattaroli dove sorgerà il nuovo terminal container” secondo quanto comunicato dalla stessa port authority.

A questo proposito il presidente della port authority ha domandato se un’AdSP possa rifiutare di rilasciare una concessione per una particolare specializzazione merceologica se ritenuta sovrabbondante rispetto al contesto di mercato regionale o nazionale in cui si inserisce. Il prof. Francesco Munari a questo interrogativo ha risposto in maniera affermativa.

Rossi durante il suo intervento ha aggiunto poi che “un’Autorità di sistema portuale ha il compito di valorizzare il proprio porto ma non può farlo in maniera avulsa” dal resto del contesto nazionale. “La riforma portuale 2016 di Delrio dice che dev’esserci un coordinamento nazionale” che trova il suo momento di sintesi “nella Conferenza nazionale di coordinamento delle AdSP. Ognuno non dovrebbe decidere in modo autonomo e indipendente”. Il presidente di Assoporti ha ripetuto di non credere al modello di port authority sottoforma di Spa e anzi si è detto “un convinto fautore del modello di sistema portuale nazionale”.

Secondo il presidente della port authority romagnola in Italia c’è però “troppo affollamento normativo, regolatorio e giurisdizionale. Servono meno norme e meno regolatori”.

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