Portualità, governance e l’incognita Ets: il punto di Uniport a Livorno
Dal vertice labronico un richiamo a semplificare il Ddl governance e a sbloccare i raccordi ferroviari entro il 2030
Livorno – Uniport, l’unione nazionale delle imprese portuali, ha tenuto una conferenza stampa presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale alla quale hanno preso parte i principali vertici istituzionali e operatori del cluster locale. La riunione con la stampa ha avuto luogo nell’occasione della tappa livornese del percorso di incontri associativi itineranti lungo le coste della Penisola che Uniport sta compiendo per aumentare le occasioni di confronto e dialogo tra il Consiglio Direttivo e le imprese del cluster marittimo portuale.
Il dibattito, guidato dal presidente di Uniport Pasquale Legora de Feo, ha fatto emergere i nodi cruciali per la competitività nazionale: dalla revisione della governance all’adeguamento dello scalo di Livorno, fino alle risposte necessarie per la gestione del lavoro portuale e la transizione ecologica.
Sul fronte della riforma della governance portuale, attualmente all’esame del Governo, Uniport ha confermato una posizione pragmatica che guarda favorevolmente un maggiore coordinamento centralizzato per individuare le opere strategiche nazionali, indicando comunque la necessità di evitare derive burocratiche. “Il rafforzamento del coordinamento nazionale dovrebbe riguardare non solo le infrastrutture, ma anche l’armonizzazione di procedure e tempistiche per concessioni, autorizzazioni e digitalizzazione”, ha evidenziato Legora de Feo, rimarcando l’importanza di mantenere le Adsp come punti di riferimento territoriali.
Per quanto riguarda specificamente lo scalo di Livorno, l’attenzione resta focalizzata sulla garanzia di una piena accessibilità per le navi di nuova generazione e in quest’ottica, il progetto della Darsena Europa è stato confermato come decisivo per il potenziamento dei traffici containerizzati e, da parte dell’Adsp, è stato confermato che parte della nuova infrastruttura è prevista in consegna per il 2027 mentre da parte degli operatori si è chiesto di velocizzare al massimo i tempi e di realizzare una forte sinergia istituzionale, in particolare sui raccordi stradali e ferroviari – curati da Anas e Rfi – attesi entro il 2030, per evitare il rischio di un’infrastruttura isolata. Si è parlato inoltre di progetti di riorganizzazione delle aree esistenti, come la piattaforma dedicata al traffico Ro-Ro e lo scavalcamento ferroviario, per il quale la Regione Toscana ha confermato un impegno finanziario da 40 milioni di euro aggiuntivi, destinati a dare certezza e accelerazione all’opera senza intaccare i finanziamenti già stanziati.
Su un altro tema centrale, quello delle risorse umane, che vede l’imminente scadenza del Contratto Collettivo Nazionale dei Porti, prevista per giugno, è emerso che la trattativa per il rinnovo si preannuncia complessa e dovrà affrontare scadenze e criticità storiche. Tra i punti caldi evidenziati figurano la gestione dell’istituto delle ferie e, soprattutto, l’attivazione del Fondo per l’incentivazione al pensionamento anticipato. Nonostante una previsione normativa che risale a quasi cinque anni fa, e i relativi accantonamenti economici costanti da parte di Adsp e imprese, manca ancora il regolamento attuativo.
Uniport ha rimarcato l’urgenza di sbloccare questo strumento, fondamentale per favorire il ricambio generazionale in un settore in cui l’automazione dei mezzi e la crescente complessità tecnologica dei macchinari contrastano con l’innalzamento dell’età media della forza lavoro. In parallelo, prosegue il ‘pressing’ a tutti i livelli per il riconoscimento formale del lavoro portuale come lavoro usurante.
Le sfide maggiori per la portualità nazionale non si esauriscono però entro i confini del Paese. A margine dell’incontro, il presidente Legora de Feo ha analizzato con realismo lo scenario macroeconomico e normativo internazionale, fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche globali. Se da un lato i volumi complessivi dei traffici italiani stanno mostrando una sostanziale tenuta, dall’altro l’attenzione di Uniport è rivolta alle politiche ambientali europee, con particolare riferimento alla normativa Ets. L’applicazione del sistema di tassazione delle emissioni rischia di penalizzare fortemente gli hub di transhipment nazionali rispetto ai competitor extra-Ue del Nord Africa.
L’associazione, ha detto il presidente Legora de Feo, sta intensificando gli sforzi di monitoraggio e interlocuzione a Bruxelles, spesso in coesione con altre sigle associative del settore, per far valere le istanze del cluster italiano. Realisticamente, ad oggi – ha detto il vertice di Uniport – non si registrano segnali concreti di ascolto o correttivi da parte delle istituzioni dell’Unione Europea.
C.G.
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Pasquale Legora de Feo