Nel canale di Panama torna lo spettro della siccità e delle restrizioni
Prime mosse dell’Autorità del Canale in vista di un’annata di El Niño che si preannuncia eccezionale
L’Autorità del Canale di Panama ha emesso un avviso alle compagnie di navigazione annunciando l’intenzione di ridurre il pescaggio massimo autorizzato per le chiuse Neopanamax.
Una nota ha specificato che si tratta di una misura precauzionale basata sugli insegnamenti tratti dalla siccità del 2023-2024 e che dovrebbe avere un impatto immediato limitato sul traffico marittimo, ma ha espresso preoccupazione dato che i livelli di transito sono ai massimi storici.
La restrizione ridurrà il limite di pescaggio di mezzo piede, portandolo a un massimo di 49,5 piedi (15 metri), a partire dal 1° luglio. Fino a metà maggio, l’autorità aveva affermato di non prevedere la necessità di introdurre restrizioni, ma di stare monitorando attentamente la situazione.
Panama ha registrato una stagione delle piogge insolitamente umida, con precipitazioni che si sono protratte anche durante le ore diurne. Le autorità hanno inoltre comunicato di aver già adottato ulteriori misure di risparmio idrico a partire da dicembre 2025. La preoccupazione, tuttavia, deriva dalle previsioni che indicano un indebolimento quasi certo degli alisei del Pacifico e un conseguente aumento della temperatura dell’acqua, fenomeno noto come “El Niño”. Secondo più fonti gli effetti supereranno quelli registrati negli anni recenti, incluso il 2023/2024.
L’ultimo El Niño del 2023/2024 ha avuto un grave impatto sulle operazioni del Canale di Panama. Sono stati annunciati ripetutamente provvedimenti per ridurre il pescaggio a un valore compreso tra 43 e 44 piedi, fino a un minimo di 38,5 piedi ed è stato ridotto il numero di transiti giornalieri, causando notevoli problematiche al traffico marittimo.
Secondo quanto riportato dall’associazione di categoria Bimco, il Canale di Panama ha già registrato un aumento stimato dell’8% del traffico quest’anno. L’associazione ha attribuito l’incremento al maggior numero di petroliere e navi gasiere, dovuto in parte alla chiusura dello Stretto di Hormuz e all’aumento delle esportazioni statunitensi verso l’Asia, nel tentativo di compensare la carenza di approvvigionamenti provenienti dal Medio Oriente.
I dati online del Canale di Panama mostrano che al 5 giugno risultavano 58 navi con prenotazione in attesa di transito e nove senza prenotazione. Il tempo di attesa per le navi senza prenotazione dirette a sud è salito vertiginosamente a una media di 10,6 giorni. In direzione nord, invece, il tempo di attesa rimane di 2,2 giorni, dopo aver raggiunto un picco di 13,6 giorni a metà maggio.
È probabile che il numero di navi in attesa aumenti nei prossimi giorni, poiché la corsia est delle chiuse di Gatun rimarrà chiusa per manutenzione a secco dal 9 al 17 giugno. Le navi dovranno alternarsi in un’unica corsia, con un numero di transiti programmati ridotto a soli 16 slot giornalieri attraverso le chiuse Panamax. Si tratta di circa la metà rispetto alle normali operazioni, che prevedono fino a 40 transiti al giorno tra le chiuse Neopanamax e Panamax.
L’Autorità del Canale di Panama ha dichiarato che i suoi specialisti stanno monitorando attentamente le condizioni meteorologiche. Esamineranno le proiezioni settimanalmente per valutare il potenziale impatto e continueranno a considerare possibili azioni da intraprendere nei prossimi mesi per gestire le possibili difficoltà operative.
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