Nei container traffici in aumento, ma i margini dei liner si riducono
Secondo l’analisi Fedespedi sul mercato dei box i volumi continuano a crescere, ma eccesso di capacità e calo dei noli incidono sui risultati
“I volumi continuano a crescere, ma l’eccesso di capacità disponibile e il calo dei noli stanno riducendo i margini di profitto delle compagnie, riportandoli su livelli più fisiologici”.
È il commento del presidente di Fedespedi Alessandro Pitto all’undicesima edizione della relazione ‘Le compagnie di navigazione: un’analisi economico-finanziaria’ prodotta dal Centro Studi dell’associazione, che esamina le performance economico-finanziarie delle principali compagnie di navigazione merci che operano a livello globale. L’analisi prende in esame i bilanci 2025 di 10 società (esclusa Msc, leader di mercato, che non li pubblica) e include un focus sui risultati del primo trimestre 2026.
“In uno scenario condizionato dalla riconfigurazione delle rotte, dal Canale di Suez allo Stretto di Hormuz, la capacità di adattamento delle catene logistiche torna a essere un fattore competitivo decisivo” secondo Pitto.
Nel 2025 il traffico mondiale di container ha continuato a crescere, raggiungendo i 193 milioni di Teu movimentati contro i 184,3 milioni dell’anno precedente; la dinamica è proseguita nel primo trimestre del 2026, con oltre 47 milioni di Teu e una crescita del 4,4% sullo stesso periodo del 2025. A fronte di volumi in aumento, i conti delle compagnie mostrano un ridimensionamento rispetto all’esercizio eccezionale del 2024: nel 2025 tutte le società analizzate hanno registrato fatturati in flessione, con variazioni comprese tra il -2% e il – 26,6%.
L’andamento è proseguito nei primi mesi del 2026, con ricavi e margini in ulteriore diminuzione: pesano l’eccesso di offerta di stiva, la flessione dei noli, l’aumento del costo del carburante e le tensioni in Medio Oriente, che continuano a condizionare rotte e tempi di navigazione. In miglioramento invece la puntualità: nei primi cinque mesi dell’anno la quota di navi arrivate in orario si è mantenuta sopra il 60%, con la sola eccezione di febbraio (58,3%).
Sul fronte del mutamento delle rotte per cause geopolitiche, nel primo trimestre del 2026 i transiti dal Canale di Suez sono risultati inferiori del 47,2% rispetto ai massimi del 2023 (-68% per le sole portacontainer), mentre lo Stretto di Hormuz è attraversato da una media di 10 navi al giorno, contro le 60 del periodo pre-ostilità. I paesi del Golfo stanno riorganizzando i propri corridoi logistici per aggirare Hormuz, utilizzando i porti esterni come gateway da cui partire con servizi terrestri diretti verso le varie località del Golfo Persico. Tra febbraio e aprile 2026 i booking sono cresciuti a Salalah (+154,6%), Aqaba (+114,4%) e Jeddah (+90,6%).
La crescita dei volumi (gennaio-maggio 2026 vs 2025) è stata trainata soprattutto dai flussi in uscita verso il Far East (+8,8%), l’Africa Sub-sahariana (+14,8%) e l’America Latina (+4,4%). Risulta invece in flessione l’export europeo (-4,6%).
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