L’Adsp di Ravenna punta su digitalizzazione, cybersecurity e formazione
“Una trasformazione culturale oltre che tecnologica per governare un ecosistema integrato, innovativo e sicuro” secondo il presidente dell’ente Benevolo
Si è conclusa con successo la prima fase del programma di formazione e aggiornamento professionale rivolto al personale e alla Direzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro, progettato per accompagnare la trasformazione digitale, l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (AI) e la messa in sicurezza cibernetica dello scalo portuale di Ravenna.
“L’iniziativa risponde a una visione chiara: investire nelle tecnologie avanzate richiede parallelamente la creazione di una cultura organizzativa capace di accoglierle, riducendo le resistenze al cambiamento e garantendo un utilizzo etico, responsabile e consapevole degli strumenti” ha sottolineato il Presidente Benevolo.
Il fulcro del percorso di accompagnamento all’adozione di metodologie e tecniche di AI intrapreso mira a fornire gli strumenti per comprendere l’impatto dell’AI sui processi e le attività dell’Ente, affrontando tematiche cruciali anche di etica e compliance normativa.
La formazione ha coinvolto in modo trasversale anche le funzioni amministrative e operative per creare competenze diffuse. “L’obiettivo è abilitare le persone a governare l’AI – formulando richieste efficaci e verificando l’attendibilità dei risultati – affinché la tecnologia rimanga una leva di crescita umana e produttiva, supportata da un pensiero critico e ispirata al problem solving. Il piano di sviluppo delle competenze è direttamente connesso alla roadmap degli investimenti che l’Ente sta realizzando anche in questo settore e che riguardano: Port Community System (PCS) e Data Platform: il cuore digitale del porto è la piattaforma già operativa che mette in rete, in un unico ambiente interoperabile, i soggetti pubblici presenti in porto (Agenzia delle Dogane, Capitaneria di Porto, Polizia di Frontiera, GdF, Sanità Marittima) e gli operatori privati. A questa infrastruttura si affiancherà la nuova Data Platform dell’Autorità, che raccoglierà e analizzerà i flussi logistici in tempo reale, trasformando il Pcs da strumento di scambio documentale a vero motore di un porto data-driven”.
La nuova rete 5G privata dell’Autorità, poi, fornirà la connettività ad alte prestazioni necessaria per alimentare in tempo reale applicazioni ad alta automazione e gestire flussi di dati rilevanti in maniera sicura. Allo stesso modo il Digital Twin, il “gemello digitale” del porto di Ravenna basato su un modello 3D costantemente aggiornato, permetterà di simulare scenari complessi – condizioni meteo, flussi di traffico, manutenzione predittiva – con tempi di risposta pressoché istantanei
Inoltre grazie al progetto “MACSecurity”, finanziato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale ha rafforzato il monitoraggio costante dei propri sistemi attivando un Security Operation Center (SOC), ad oggi già pienamente operativo. In quanto soggetto essenziale ai sensi della Direttiva NIS2 sulla sicurezza informatica, l’Autorità sta inoltre completando il percorso di piena conformità normativa entro il mese di ottobre 2026, adeguando le proprie infrastrutture e le proprie policy al fine di garantire continuità operativa, e risposte adeguate in casi di incidenti e attacchi informatici.
“L’obiettivo affidatoci dall’Ente è trasformare il porto in un ecosistema digitale, capace di integrare infrastrutture fisiche e piattaforme informatiche, dati e processi, persone e tecnologie” ha spiegato Angelo Mazzotti, Direttore della Transizione al Digitale e Sostenibilità Ambientale dell’AdSP: “La sicurezza informatica non è più un aspetto esclusivamente tecnico, ma una componente strategica della gestione portuale: un porto digitale deve essere prima di tutto un porto sicuro. Il nostro scalo sta cambiando per diventare un vero smart port, dove tecnologia e sostenibilità si fondono per migliorare la competitività del territorio e la qualità del lavoro”.
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