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Per l’elettrificazione portuale in Campania si muovono i privati (Sct e Sarda Bunkers)

Gli operatori portuali campani spingono per l’elettrificazione di banchine e piazzali e due di loro si sono mossi autonomamente in tal senso. Sarda Bunkers, che presta servizio di bunkeraggio da bettolina nel porto di Napoli, ha infatti presentato un’istanza di concessione quadriennale all’Autorità di Sistema Portuale locale “finalizzata al posizionamento di colonnina elettrica per l’alimentazione […]

di Nicola Capuzzo
7 Luglio 2021
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Foto SCT 2

Gli operatori portuali campani spingono per l’elettrificazione di banchine e piazzali e due di loro si sono mossi autonomamente in tal senso.

Sarda Bunkers, che presta servizio di bunkeraggio da bettolina nel porto di Napoli, ha infatti presentato un’istanza di concessione quadriennale all’Autorità di Sistema Portuale locale “finalizzata al posizionamento di colonnina elettrica per l’alimentazione shore-to-ship, bordo banchina n.26 necessaria a fornire alimentazione elettrica alle navi in sosta”. L’istanza si limita a rilevare la compatibilità col piano regolatore portuale e nessun ulteriore dettaglio sul progetto è stato fornito dalla società della famiglia Garolla.

Più facondo il Salerno Container Terminal, una cui nota ha informato della consegna all’Adsp di un “progetto esecutivo di completa elettrificazione di banchine e piazzali, da realizzare interamente con spese a carico di Salerno Container Terminal, per abbandonare l’impiego di gru, mezzi meccanici, di sollevamento, di movimentazione e di trasporto interno, mossi da motori a combustione interna, per passare integralmente a mezzi a motricità elettrica. L’impianto – 10.000 kilowatt – è composto da 1 grande cabina elettrica di trasformazione (6,6×2,5 mt); 11 sottocabine (4×2,5 mt); 10 trasformatori; circa otto chilometri di cavidotti ed oltre dieci chilometri di cavi elettrici, in grado di assicurare l’alimentazione elettrica lungo tutte le banchine ed i piazzali del terminal”.

Né il terminalista né Adsp hanno precisato se sarà possibile anche l’alimentazione da terra delle navi né a fronte di cosa (allungamento della concessione, sconto sul canone, impegni già previsti dal contratto concessorio, etc.) la società facente capo al gruppo Gallozzi abbia sottoposto all’ente l’istanza.

Sct, per contro, ha chiarito che l’iniziativa rientra in un più ampio piano di investimenti (da “dieci milioni di fondi propri da impiegare in tempi brevissimi”) avviato per accompagnare il potenziamento infrastrutturale della banchina. Che, forte dei due accosti da 380 metri (oltre a uno da 140 m.), beneficerà del dragaggio appena completato, “che ha portato i fondali prossimi ai 15 metri di profondità”, e “dell’ultimazione, nei mesi dopo l’estate, dei lavori di allargamento della imboccatura, per consentire l’ingresso a navi di circa 350 m. di lunghezza, in grado di trasportare 13-15.000 teu”.

Oltre all’elettrificazione Sct ha reso nota “la sottoscrizione nei giorni scorsi di un contratto con la finlandese Konecranes per la fornitura, entro fine 2021, di sei nuovi semoventi di piazzale, capaci di sollevare 45 tonnellate e accatastare contenitori fino alla sesta altezza. È in fase avanzata la trattativa con la società tedesca Liebherr, fornitrice di tutte le maxi gru di Sct, per l’acquisto di un nuovo carroponte di banchina, dedicato ai traffici import, capace di stoccare dieci file di contenitori in larghezza e sei in altezza”.

Sul fronte dello snellimento delle attività ancillari all’imbarco/sbarco, poi il terminalista ha reso noto che “nel mese di gennaio 2022 saranno installati i gate automatici, che consentiranno di ottimizzare la gestione dei camion in ingresso al terminal, con una drastica riduzione dei tempi di attesa e la possibilità di tracciare il posizionamento del contenitore trasportato in tempo reale. Entro fine anno sarà inaugurato il nuovo (PCF) Posto di Controllo Frontaliero, interamente realizzato da Sct in conformità alle prescrizioni della Ue, in materia di controlli sanitari ufficiali sugli animali e sulle merci che entrano nell’Unione, con celle frigo, aree di ispezione, postazioni di controllo. Sarà il punto dedicato agli enti preposti (Uffici del Veterinario, dei servizi di fitopatologia, della Sanità Marittima a cura del Ministero della Salute e della Dogana di Salerno)”.

Novità da ultimo anche sui fronti terrestre e dell’espansione territoriale: “Per decongestionare ulteriormente gli spazi e le attività portuali, si è deciso di ampliare a 50.000 metri quadrati le aree retroportuali di Salerno Container Terminal, attualmente collocate a Castel San Giorgio. Ed infine, per promuovere i percorsi di crescita, entro il mese di luglio Salerno Container Terminal aprirà una propria sede di rappresentanza commerciale a Genova”.

A.M.

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