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Vertenza Psa: per il terminalista step positivo per ristabilire le sue prerogative

“È un passo avanti del percorso faticoso ma necessario perché Psa Genova Pra’ esca da una situazione di anomalia e rientri nell’applicazione piena del Ccnl”. La lettura aziendale dell’accordo con cui nei giorni scorsi si è chiusa, almeno temporaneamente, la dura vertenza (112 ore di sciopero in un mese) fra il più grande terminalista gateway […]

di Nicola Capuzzo
16 Novembre 2021
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Psa Genova Prà

“È un passo avanti del percorso faticoso ma necessario perché Psa Genova Pra’ esca da una situazione di anomalia e rientri nell’applicazione piena del Ccnl”.

La lettura aziendale dell’accordo con cui nei giorni scorsi si è chiusa, almeno temporaneamente, la dura vertenza (112 ore di sciopero in un mese) fra il più grande terminalista gateway d’Italia e la sua rappresentanza sindacale unitaria, affiancata dalle segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, vuole prescindere da attribuzioni di vittoria e sconfitta. E spostare il focus del verbale dalla parte conclusiva – con cui Psa si è impegnata a separare la negoziazione sul contratto integrativo dalla presentazione (successiva e condizionata alla sottoscrizione dell’integrativo stesso) alla Rsu e alle segreterie sindacali di “una modifica generale della organizzazione del lavoro” – ai ripetuti richiami alla applicazione piena dell’articolo 52 del Ccnl e soprattutto del suo comma 8.

“Il quale – spiegano da Psa – assegna all’azienda l’esclusiva prerogativa dell’organizzazione del lavoro. Prerogativa cui per troppo tempo Psa ha rinunciato, negoziando dettagli dell’organizzazione che non dovevano essere oggetto di negoziazione. Il verbale sottolinea questo aspetto, ribadendo quanto stabilito dal Ccnl: solo qualora la modifica dell’organizzazione del lavoro abbia riflessi sulle condizioni di lavoro diverrà argomento di contrattazione aziendale, laddove non già definita in seno all’integrativo”.

Da qui il tentativo dell’azienda, rigettato dai lavoratori, di procedere in parallelo. “Ad ogni modo il punto centrale è che questo aspetto sia stato chiarito. Il che rappresenta un cambio di paradigma totale in un terminal dove si erano ad esempio sottoscritti accordi per cui, in presenza di transtainer in grado di sollevare al quinto tiro, si concedeva di arrivare al massimo al terzo. Accordi che peraltro in molti casi sono superati dalla realtà: ad esempio quello che disciplina i tempi di guida eseguibile in un turno, calibrato su mezzi che non esistono nemmeno più, rimpiazzati da macchine con un’ergonomia del tutto diversa. Siamo quindi consapevoli che sarà accidentata – perché sul fatto che una modifica della organizzazione abbia ‘riflessi’ (così il Ccnl) sulle condizioni di lavoro ci sarà da discutere –, ma la strada per ristabilire la legittima prerogativa dell’azienda è tracciata”.

Secondario e contingente, poi, per Psa il fatto che a verbale sia scritto che nella modifica all’organizzazione del lavoro rientreranno elementi fino ad oggi dati per acquisiti dall’azienda, fra cui l’introduzione dell’Ocr (Optical Character Recognition), il sistema di scannerizzazione elettronico per la registrazione automatizzata dei contenitori imbarcati/sbarcati: “Si prenderà formalmente atto della modifica e nient’altro, visto che al limite i riflessi riguardano il personale Culmv che prima si occupava, manualmente, dell’operazione. Ma con Culmv abbiamo sottoscritto un nuovo contratto che, retroattivo da luglio, tiene conto anche di ciò”. Nessuna apparente concessione, quindi, sull’automazione quale oggetto di negoziazione.

Fra 10 giorni Psa dovrebbe sottoporre a Rsu e sindacato l’integrativo. Solo dopo si capirà la concreta portata di peace keeping del verbale sottoscritto venerdì scorso.

Andrea Moizo

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