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Porti

Rinnovata (in extremis) per 6 mesi l’autorizzazione di Fuorimuro

Dopo due anni di proroghe, l’Adsp genovese rimanda ancora la gara per il servizio di manovre ferroviarie in porto

di Andrea Moizo
20 Settembre 2022
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FuoriMuro locomotori

Il servizio di manovra ferroviaria nel porto di Genova non si interromperà.

A 24 ore dalla scadenza della concessione di Fuorimuro, rilasciata nel 2015 a valle di una gara e prorogata in ragione delle norme covid nel 2020 e nel 2021, l’Autorità di Sistema Portuale di Genova ha tenuto un (rapidissimo) Comitato di gestione straordinario ad hoc per approvare la delibera che autorizza un allungamento semestrale dell’autorizzazione.

Il documento non è stato diffuso né l’ente ha rilasciato note esplicative al riguardo, ma, da quel che SHIPPING ITALY ha potuto apprendere, a giustificare l’ennesima dilazione della gara mediante cui il servizio andrebbe aggiudicato la port authority avrebbe addotto l’interferenza con il Piano Straordinario delle Opere in corso.

Un richiamo poco chiaro: tutte le opere ferroviarie oggi presenti nel Piano, infatti, risalgono alla prima versione del gennaio 2019 (accesso del bacino di Pra’-Voltri; collegamento al Campasso e elettrificazione delle gallerie Molo Nuovo/Parco Rugna/Linea Sommergibile; potenziamento parco Rugna; potenziamento Parco Fuorimuro) o, al più tardi, a quella aggiornata un anno dopo (infrastrutturazione del Ronco-Canepa). Tempi ampi per predisporre il bando.

Le novità introdotte nella versione più recente del Piano sembrano non avere invece nulla a che vedere con la gestione del sedime ferroviario portuale e con le manovre (core business di Fuorimuro). Anche ad ipotizzare che il riferimento sia al maxiprogetto (700 milioni di euro) del tunnel subportuale, non è chiaro quali siano le supposte “interferenze” e le problematiche che dovrebbero scaturirne in ordine all’aggiudicazione del servizio di manovra ferroviaria, dal momento che il progetto ‘sfiora’ i binari portuali – peraltro non in un nodo-parco – solo marginalmente nel previsto sbocco a ponente, a fianco appunto della linea ferroviaria portuale.

Senza dimenticare che l’iter del tunnel è a uno stato ancora embrionale (Adsp ha trasmesso a giugno il progetto di fattibilità tecnico-economica al Mims e lo studio ambientale alla Regione per la procedura di scoping e ad oggi non risulta esser stata ancora rilasciata la preliminare valutazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), sicché fra sei mesi il problema – ammesso che tale sia – si ripresenterà identico.

Più logico pensare, in attesa di poter visionare la delibera, che la nuova proroga sia un modo per prender tempo in ordine alle sorti di Fuorimuro. Alle mire di Psa, note da tempo e destinate nelle prossime settimane a trasformarsi in acquisizione nonostante l’incertezza sul bando, si sono aggiunti i ripetuti rumor di un interesse di Mercitalia verso le manovre ferroviarie, con l’ulteriore elemento di complicazione dato dal sempre più vivo apparentamento di quest’ultima con Msc, acerrima rivale del gruppo terminalistico singaporiano.

Se a questo si aggiunge la crisi economica internazionale e l’incertezza assoluta su traffici e volumi dei prossimi anni, che rende obiettivamente complicato calcolare costi e tariffe e fra l’altro definire quindi, più o meno formalmente, una clausola sociale adeguata, ce ne sarebbe stato più che abbastanza per giustificare la proroga.

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