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Bloccata da un ricorso la gara per la Piastra Logistica di Taranto

Tecnomec, nuova azienda interessata alla concessione, ed esclusa dall’Authority, ha presentato il ricorso al Tar

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
24 Giugno 2024
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Piastra Taranto Itpl istanza

C’è un nuovo stop per l’assegnazione della piattaforma logistica del porto di Taranto, area di 132mila metri quadrati destinata alla movimentazione delle merci, ed è dovuto all’esclusione da parte dell’Autorità Portuale dell’azienda Tecnomec alla partecipazione alla gara.  Lo scrive il Quotidiano di Puglia, precisando che l’azienda, guidata da Carlo Maria Martino presidente di Confapi, che si era aggiunta alla Vestas e alla Iptl Logistica nella corsa per ottenere la concessione della piattaforma, a seguito della sua esclusione da parte dell’ente portuale, ne ha chiesto la sospensione.

L’autorità portuale, che stava per accingersi alla nomina della commissione per la valutazione delle due precedenti offerte (Vastas e Itpl Logistics), ha sospeso il processo in seguito al ricorso di Tecnomec ed ora dovrà attendere la decisione del Tar.

Tecnomec, titolare del ricorso – si apprende -, sarebbe di supporto ad Agromed, società della Camera di Commercio presieduta da Vincenzo Cesareo, interessata alla piattaforma per la sua attività che dispone di un magazzino a temperatura ambiente e di un magazzino frigorifero e che si occuperà di lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli. Non potendo usare i fondi pubblici che le provengono da una delibera del Cipe per pagare canoni di locazione, può solo fare investimenti e si è accordata con Tecnomec affinché questa prenda l’intera piattaforma in associazione temporanea con Agromed, cedendole poi l’area della logistica. Quest’ultima avrebbe pagato solo in relazione all’effettivo utilizzo.

Tecnomec Engineering, attiva nella costruzione e montaggio di impianti industriali, dalla loro progettazione, realizzazione fino all’installazione e all’avviamento, non è interessata alla piattaforma logistica ma all’area, che utilizzerebbe per costruire, assemblare e spedire grossi moduli di impianti industriali. L’azienda è già operativa a Taranto con un proprio cantiere in cui svolge le operazioni di assemblaggio finale e collaudo per gli impianti più grandi, dotato di strutture e mezzi di sollevamento idonei e, come informa il suo sito, può costruire moduli fino a 20 metri di altezza grazie a gru fino a 650 tonnellate ma su richiesta può valutare anche maggiori dimensioni. Il suo cantiere ha una superficie di circa 20.000 metri quadrati e dispone di una banchina di 50 metri otto metri di profondità.

La scelta di Tecnomec di unirsi ad Agromed viene spiegata con l’esigenza di ‘qualificare il progetto’, visto che Agromed è una società pubblica. Agromed ha anche manifestato la sua volontà di accompagnare il ricorso di Tecnomec, che poi al Tar ha deciso di agire da sola. In quanto al progetto di Agromed, spiega il quotidiano pugliese, la società attende che Rina Consulting validi il progetto della ristrutturazione dello stabilimento ex Miroglio di Castellaneta per poi procedere con la gara di appalto.  Agromed detiene circa 11 milioni di fondi pubblici per la sua iniziativa.

Per quanto riguarda invece le altre due aziende interessate all’area: l’azienda danese Vestas, costruttrice di pale eoliche con 1.3000 dipendenti fra la Danimarca e l’Italia, si è riproposta a febbraio scorso (dopo una prima esclusione) per la piattaforma logistica, una volta venuta meno la candidatura di Progetto Internazionale 39. Oltre a chiedere l’occupazione e l’uso della piattaforma logistica, Vestas, che sta costruendo a Taranto la pala eolica più grande del mondo, prevederebbe per l’area alcuni interventi per renderla idonea alle sue attività di stoccaggio e trasporto dei prodotti finiti, semilavorati e materie prime relativamente al ciclo produttivo delle pale eoliche così come nel magazzino a temperatura ambiente sono previste attività a completamento del processo produttivo attualmente realizzato nel capannone di Taranto.

La seconda realtà interessata che a fine aprile scorso ha manifestato il suo interesse è il gruppo polacco Iptl Logistics (attività logistiche, terminalistiche e di magazzinaggio riferite a componenti in acciaio lunghi e sovradimensionati, prodotti e derrate alimentari, prodotti industriali, pallettizzati, siderurgici, chimici, per l’industria chimica e per l’agricoltura, nonchè per l’industria delle auto) che è intenzionato a gestire sulla piattaforma flussi di merci in importazione ed esportazione.

Per la piastra logistica di Taranto c’è un’istanza concorrente a quella di Vestas

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