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Assarmatori pronta al confronto sull’autoproduzione ma senza ritoccare la legge

Non accennano a placarsi le prese di posizione attorno al tema dell’autoproduzione per il quale sindacati dei lavoratori e Ancip hanno chiesto e ottenuto un emendamento ad hoc nella conversione in legge del Decreto Rilancio. “Non si può tornare di un colpo alla situazione di 25 anni fa” tuona ora Assarmatori, che manifesta tutta la […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
2 Luglio 2020
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Traghetto – trattore – semimorchio carico – autoproduzione NC 8365

Non accennano a placarsi le prese di posizione attorno al tema dell’autoproduzione per il quale sindacati dei lavoratori e Ancip hanno chiesto e ottenuto un emendamento ad hoc nella conversione in legge del Decreto Rilancio. “Non si può tornare di un colpo alla situazione di 25 anni fa” tuona ora Assarmatori, che manifesta tutta la sua perplessità riguardo a un’ipotesi di emendamento al decreto Rilancio in materia di trasporto marittimo. Una modifica che, sostiene l’associazione, intervenendo sull’articolo 16 della legge 84/94 “rende ulteriormente e inutilmente complicato, oltre che molto più oneroso, il ricorso all’autoproduzione delle operazioni portuali da parte delle compagnie di navigazione”.

L’introduzione di nuovi requisiti e di altri meccanismi per l’autoproduzione, come quelli previsti dalle proposte di emendamento, comporterebbe, scrive Assarmatori, “non solo significativi passi indietro per la tutela del diritto all’autoproduzione, ma anche un danno per l’efficienza e la competitività del sistema portuale, e un freno allo sviluppo dei traffici marittimi”. È invece evidente che l’Italia, soprattutto in tema shipping, abbia “un’urgentissima necessità di migliorare il livello di efficienza e di competitività del sistema”, anche grazie a “meccanismi di semplificazione amministrativa e burocratica, oltre che di riduzione dei costi”. A maggior ragione, sostiene l’associazione, in un momento di estrema necessità per un settore che sta reagendo alla crisi in atto con le sole proprie forze. Assarmatori sottolinea come le norme relative all’autoproduzione dei servizi portuali siano già “sufficientemente chiare e rispondenti ai necessari standard di sicurezza in materia”. L’attuale assetto normativo, sottolineano gli armatori, “prevede già un regime che tutela le imprese portuali, mettendole in grado di operare in un regime autorizzatorio di garanzia. Nell’ambito di tale regime, il diritto all’autoproduzione dei servizi da parte dell’utenza, cioè, in questo caso, delle compagnie, è un principio generale del nostro ordinamento”. Come tale rappresenta un contrappeso necessario, “un punto di equilibrio essenziale per consentire agli armatori di perseguire, nel totale rispetto delle norme sicurezza, condizioni di efficienza operativa nei casi in cui le imprese portuali presenti non fossero nella possibilità di offrire un servizio adeguato alle condizioni economiche”. Assarmatori si dichiara convinta che l’interesse comune del sistema portuale e marittimo sia quello di crescere. In quest’ottica è pronta “a discutere, in sede ministeriale, attraverso un confronto serio e costruttivo con tutte le parti interessate, su come garantire l’applicazione rigorosa e uniforme delle norme esistenti, finalizzate a tutelare nel miglior modo possibile la salute e la sicurezza delle persone che lavorano nei porti e sulle navi”.

 

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