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Per Setramar un rifinanziamento tramite bond a cura di Pgim

Piano industriale 2025-2029 da 30 milioni di investimenti in magazzini, raccordi ferroviari nei terminal e rinnovamento degli equipment di terra

di Nicola Capuzzo
2 Ottobre 2025
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Setramar terminal porto Ravenna

Per il Gruppo Setramar di Ravenna, primario operatore terminalistico attivo nel settore dry bulk,  prende avvio un ulteriore passo nel proprio percorso di sviluppo con la finalizzazione di un rifinanziamento della propria struttura finanziaria attraverso l’emissione di senior secured notes (obbligazioni) sottoscritte da Pgim.

L’azienda fa sapere che “l’operazione rappresenta un importante segnale di fiducia da parte del mercato, a riprova della solidità del piano di crescita della società, che già conta sul pieno sostegno dell’azionista di maggioranza Davidson Kempner e di One33, suo partner operativo per gli investimenti in Italia. Il coinvolgimento di società di investimento a livello globale è un ulteriore riconoscimento della centralità di Ravenna come hub di riferimento nei traffici delle rinfuse solide a livello nazionale ed europeo”.

La scelta di Pgim è arrivata a valle di un processo competitivo coordinato da Mediobanca che ha agito in qualità di advisor finanziario e assicura a Setramar risorse finanziarie di lungo termine per sostenerne lo sviluppo e contribuire al consolidamento della propria posizione di mercato.

L’amministratore delegato Carlo Merli a SHIPPING ITALY sottolinea che “oggi il Gruppo Setramar movimenta oltre 7 milioni di tonnellate di merce all’anno e il piano industriale 2025-2029 prevede una crescita sostanziale del business accompagnata da investimenti nell’arco di piano pari a 30 milioni di euro destinati a nuovi magazzini attrezzati con carro ponte, rafforzamento dei raccordi ferroviari nei terminal e il rinnovamento degli equipment di terra (gru di banchina, mezzi di sollevamento e di trasporto orizzontale)”.

Sempre Merli ha aggiunto: “Il nostro programma di sviluppo prevede il consolidamento della presenza di Setramar nel porto di Ravenna e in Adriatico, dove oggi operiamo con cinque terminal e due società di servizi. I nostri obiettivi sono chiari: investire nelle infrastrutture laddove si rende necessario un rinnovamento, accrescere la capacità dei nostri servizi e continuare a generare valore per il territorio e per i nostri partner, rafforzando al tempo stesso il ruolo strategico del porto di Ravenna nel Mediterraneo”.

Il Gruppo Setramar opera nel porto di Ravenna attraverso quattro terminal portuali multipurpose, aree di proprietà di oltre 600.000 metri quadrati, circa 2 km di banchine e 20 gru portuali, per imbarcare e sbarcare prodotti siderurgici, cereali e sfarinati, agroalimentari in genere, fertilizzanti, minerali, inerti, prodotti forestali, merci varie e in colli, project cargo oltre a container.

In questa operazione l’azienda è stata assistita da Mediobanca e degli studi legali Linklaters e Clifford Chance mentre Pgim si è avvalsa del supporto dello studio legale Ashurst.

Guardando al futuro l’a.d. Carlo Merli prevede “alcune incertezze per effetto di novità normative che riguarderanno i traffici di prodotti siderurgici (Cbam rules), ma anche i cereali a sfarinati (Regolamento Eudr); il mercato dei minerali (diretti soprattutto al distretto delle piastrelle) appare stabile, mentre molto dinamica si preannuncia l’evoluzione dell’import di fertilizzanti nel prossimo futuro”. La sfida del gruppo nei prossimi anni sarà anche quella di” crescere nell’intermodalità ferroviaria (grazie agli investimenti infrastrutturali che il porto di Ravenna sta realizzando) con l’obiettivo di salire ad almeno 10 treni merci giornalieri rispetto agli attuali 6”.

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