Reintegrati dal Tribunale del Riesame i vertici di Liberty Lines
Si chiude la fase cautelare per la compagnia di navigazione trapanese. L’azienda commenta la sproporzione delle sanzioni subite

Con una pronuncia arrivata nella giornata di oggi, 28 gennaio 2026, il Tribunale del Riesame di Palermo ha disposto l’immediato reintegro di tutti i direttori della società, accogliendo i residui ricorsi presentati dal collegio difensivo, chiudendo così il cerchio sulla fase più critica della vicenda giudiziaria che ha investito Liberty Lines.
La decisione odierna segna il ritorno alla piena operatività manageriale per la compagnia di navigazione, completando un percorso di ‘riabilitazione’ iniziato a dicembre, dopo il terremoto giudiziario dello scorso 20 novembre.
Il provvedimento dei giudici palermitani è infatti l’ultimo tassello di una serie di decisioni favorevoli alla compagnia della famiglia Morace, che hanno progressivamente smontato l’impalcatura delle misure cautelari. Un percorso iniziato il 20 dicembre 2025, quando il Riesame aveva annullato le misure cautelari personali disposte dal Gip, ed era proseguito il 22 dicembre con il Tribunale del Riesame di Trapani che aveva disposto il dissequestro dell’intera compagnia, valutata circa 100 milioni di euro. Dopo un ulteriore passaggio il 13 gennaio scorso, con la cancellazione delle prime due misure interdittive, richieste dalla Procura di Trapani, la decisione di oggi rimuove ogni restrizione sui vertici aziendali della compagnia.
Nel comunicare il reintegro dei manager, Liberty Lines evidenzia in una nota il danno subito sul fronte reputazionale. Pur ribadendo fiducia nella Magistratura – l’indagine è tuttora in corso – la società sottolinea come le misure adottate in via preliminare si siano rivelate “eccessivamente severe” e “sproporzionate rispetto ai fatti contestati”, lamentando effetti nocivi sull’azienda “ancora tutti da quantificare”.
La linea difensiva, che sembra aver convinto i giudici del Riesame a revocare le cautele, punta sui numeri: secondo la compagnia, le irregolarità contestate dagli inquirenti riguarderebbero appena lo 0,22% delle corse effettuate nel biennio 2021-2022. “Alcune di queste anomalie – precisa la nota aziendale – potrebbero essere ricondotte ad avarie tecniche, prontamente risolte senza incidenti, danni o conseguenze operative. In nessun caso è stata compromessa la sicurezza dei passeggeri o degli equipaggi”.
La vicenda, ricordiamo, era iniziata il 20 novembre 2025 con un blitz della Guardia di Finanza che aveva portato a perquisizioni, 67 indagati e al sequestro preventivo dell’azienda. L’accusa ipotizzata dalla Procura di Trapani riguarda presunte frodi nelle pubbliche forniture e corruzione, relative ai rapporti convenzionali con la Regione Siciliana e il Ministero per i collegamenti con le isole minori. Secondo l’impianto accusatorio iniziale – che aveva coinvolto anche funzionari del Rina e della Capitaneria di Porto – la compagnia avrebbe utilizzato mezzi non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dai bandi e omesso la segnalazione di avarie. Accuse che l’azienda ha sempre respinto e che ora, pur proseguendo l’iter giudiziario ordinario, non giustificano più secondo il Riesame l’allontanamento del management.
Con il ritorno dei direttori nelle loro funzioni, Liberty Lines dichiara oggi di voler proseguire la sua attività “garantendo un servizio di eccellenza”, forte del sostegno “di una flotta all’avanguardia, della professionalità dei propri equipaggi e dipendenti, nel pieno e rigoroso rispetto dei più elevati standard di sicurezza e qualità.”
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