“Necessari 19 equipaggi”, in stato di agitazione il rimorchio portuale a Ravenna
Per Uiltrasporti l’attuale modello, che ne prevede 18, comporta turni della durata anche di 16 ore con conseguenti criticità per la sicurezza dell”intero sistema portuale”

Si riaccende la tensione a Ravenna tra Uiltrasporti e Sers (Medtug) sul tema dell’organizzazione dei turni di lavoro del personale impiegato sui rimorchiatori.
Già promotrice di diverse iniziative di protesta durante i mesi scorsi, la sigla sindacale ha ora proclamato lo stato di agitazione del personale di bordo e richiesto l’attivazione della procedura di raffreddamento. Una iniziativa, spiega, avviata poiché il percorso seguito finora non ha portato alla risoluzione “delle criticità più volte segnalate”, evidenziando anzi una “crescente difficoltà nel costruire un confronto reale, coerente e trasparente”.
Al centro della nuova vertenza è ancora una volta il modello organizzativo introdotto da Sers con l’avvio della nuova concessione, basato sulla rotazione di 18 equipaggi e che Uiltrasporti vorrebbe invece assicurato da 19.
Secondo la sigla, l’organizzazione attuale porta infatti al verificarsi di situazioni in cui il lavoratore, “dopo un turno ordinario di 8 ore, prosegue fino alle ore 6 del mattino, con l’inserimento di un fittizio riposo a bordo di 6 ore che non interrompe realmente la prestazione”, imponendo di fatto “la disponibilità a svolgere attività operativa”. Il risultato sono turni della durata anche di 16 ore, con “permanenze continuative a bordo”, “rientri a casa seguiti da nuove riprese di servizio nella stessa giornata”, e fino a 76 “notti lavorate nell’arco dell’anno”, con conseguenti criticità anche per la sicurezza “anche per le navi assistite e l’intero sistema portuale”.
Da qui la proposta – che non sarebbe mai stata “realmente esaminata nel merito” dall’azienda e che Uiltrasporti vuole ora riportare nuovamente alla ribalta – di incrementare il numero di equipaggi a 19 con la medesima copertura operativa allo scopo di “rendere sostenibile” l’organizzazione del lavoro, garantendo “adeguati tempi di recupero anche differiti (una giornata di riposo in più ogni 15 giorni di turno)”.
Sul punto la sigla ricorda inoltre come già nel dicembre 2025 i lavoratori in assemblea avessero bocciato una ipotesi di accordo (sottoscritta da Sers con altri due sindacati) che prevedeva un modello con 18 equipaggi e copertura di 96 ore. Dopo una fase di confronto in cui da un lato Uiltrasporti si era vista respingere la proposta di applicare lo stesso modello in uso nel porto di Genova (il C288) e Sers ne aveva proposto uno che prevedeva la riduzione della copertura a 88 ore, l’azienda – è la ricostruzione di Uiltrasporti – era infine tornata sui suoi passi ripresentando un modello a 96 ore, retrocedendo rispetto alla proposta migliorativa precedente e quindi compromettendo la “credibilità del percorso negoziale”.
Il sindacato ha messo poi sul tavolo anche il tema dell’equità, poiché rimarrebbero “differenze economiche tra lavoratori, distribuzione non uniforme di ferie e riposi e disparità nelle giornate di presenza”. In particolare l’indennità 2, prevista dall’attuale contrattazione aziendale verrebbe riconosciuta a una sola parte del personale, a fronte di prestazioni rese da tutti quelli in turno.
Oltre all’avvio di una messa in mora cumulativa sul punto, l’apertura dello stato di agitazione e l’attivazione della procedura di raffreddamento, Uiltrasporti ha quindi annunciato la disdetta del Contratto Integrativo Aziendale 2012, riservandosi “ogni ulteriore iniziativa, incluso il ricorso allo sciopero”.
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