Container detention, Fmc negli Usa sanziona Maersk con 1,9 milioni di $
La shipping company danese rimborserà anche i clienti interessati pur non ammettendo alcuna violazione

La Federal Maritime Commision statunitense (Fmc) ha reso noto di avere raggiunto un accordo extragiudiziale da 1,9 milioni di dollari con il colosso armatoriale danese Maersk in merito alle accuse di aver addebitato impropriamente spese di detention, violando normative marittime statunitensi.
Una nota specifica che l’accordo transattivo ha risolto le accuse secondo cui Maersk avrebbe violato lo Shipping Act addebitando spese di detention a terzi che non avevano acconsentito a essere vincolati dai termini delle polizze di carico, dei contratti di servizio o delle tariffe di Maersk. Le detention sono penali (costi aggiuntivo) applicata dalle compagnie di navigazione quando un container viene trattenuto fuori dal porto (ad esempio nei magazzini del cliente) oltre il periodo di franchigia pattuito.
Maersk ha accettato di porre fine a tale pratica e di garantire la conformità futura alle normative locali modificando le proprie regole tariffarie statunitensi per limitare la definizione di merchant nelle polizze di carico a speditori, destinatari e soggetti con un interesse effettivo nel carico, come definito dai regolamenti della Commissione stessa. Il global carrier Maersk ha accettato, oltre al pagamento della sanzione civile, di garantire rimborsi ed esenzioni a favore dei soggetti terzi interessati dalla vicenda.
Con questo compromesso Maersk ha accettato il pagamento di una sanzione ma non ha ammesso violazioni della legge marittima o dei regolamenti della Fmc.
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