Interporto Rivers alla ricerca del rinnovo della concessione a Marghera
A sostegno dell’istanza di 4 anni all’Adsp, la società di Orlean punta su ampliamento merceologico e potenziamento dell’infrastruttura

In scadenza a fine 2025, Interporto Rivers Venezia ha presentato nella seconda parte dell’anno scorso domanda per portare fino a fine 2029 la propria concessione sugli oltre 11mila mq di aree portuali retrostanti una banchina di quasi 470 metri, ubicato lungo la sponda di ponente del canale industriale Ovest di Marghera.
Dopo l’intervento dell’Autorità di regolazione dei Trasporti e la messa a punto della documentazione, l’Autorità di sistema portuale di Venezia ha proceduto, al fine di eventuali controfferte, alla pubblicazione dei documenti presentati dalla società terminalistica appartenente a Orlean Invest Holding, che nei 256mila mq di proprietà alle spalle dell’area demaniale, su cui con 4 gru portuali semoventi da 80-100 tonnellate movimenta cereali, farine, cementi e prodotti siderurgici (sia alla rinfusa che in colli), offre servizi di stoccaggio e logistica di vario genere, grazie a circa 100mila mq di magazzini, 63mila metri cubi di silos e un raccordo ferroviario di 5 mila metri di lunghezza.
I numeri del piano di impresa presentato all’Adsp, dall’organico agli investimenti ai previsti effetti di questi ultimi su fatturato, occupazione e volumi, sono stati tutti oscurati, ma si può leggere come “gli obiettivi strategici futuri di Interporto Rivers Venezia S.r.l. consistano nell’ulteriore ampliamento della varietà del mercato attuale, da un lato ottimizzando – ed eventualmente sostituendo in caso di maggiori marginalità operative – i contratti e i rapporti già in essere, dall’altro lato predisponendo nuovi centri di stoccaggio (sia ammodernando quanto già presente nel terminal sia acquisendo nuove aree) dedicati ad aree merceologiche ancor più redditizie”.
Ampio anche il paragrafo sugli investimenti. Anche in questo caso, i dettagli non sono stati resi consultabili ma, limitandosi a un elenco descrittivo, da menzionare quantomeno “l’automatizzazione del traffico ferroviario”, “la realizzazione di una nuova piastra logistica nell’area ex Eckart, funzionale all’ampliamento delle operazioni connesse alla movimentazione del Project Cargo”, “l’acquisto e installazione gru Liebherr Lhm420”, nonché alcuni interventi di potenziamento della banchina, “con conseguente incremento diretto della capacità produttiva dell’area”.
Da evidenziare infine come Interporto Rivers ritenga che “la positiva realizzazione dei summenzionati lavori di miglioramento dell’accessibilità nautica da parte di codesta Autorità di Sistema Portuale (i lavori di dragaggio del Canale Malamocco-Marghera, la cui procedura autorizzativa è ancora in corso, ndr) sia indispensabile per consentire a Interporto Rivers Venezia S.r.l. di sostenere il costo relativo al canone demaniale annuo, nonché sviluppare il proprio progetto imprenditoriale”.
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