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Interviste

Nasce Progresso Blu: “Vogliamo dare una voce unitaria alla comunità del mare”

Il direttore di macchina Gianluca Loreto illustra obiettivi e metodo del nuovo movimento civico che punta sulla partecipazione dei professionisti della blue economy

di GIUSEPPE ORRÚ
31 Luglio 2026
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gianluca loreto

Progresso Blu è un movimento civico apartitico nato per promuovere il confronto tra marittimi, professionisti del mare e operatori della blue economy, con l’obiettivo di trasformare le esperienze di chi lavora nel settore in proposte da sottoporre alle istituzioni. A poche settimane dalla nascita ha già raccolto oltre 155 aderenti e ha avviato i primi tavoli di lavoro, a partire dal tema del diritto di voto dei marittimi imbarcati. Il consiglio direttivo è composto dalla presidente Irene Sallemi, dal vicepresidente Luigi Peluso, dal segretario generale Emanuele Longhi, dal tesoriere Gianluca Loreto e dai consiglieri Luigi Giordano, Giovanni Avon, Matteo Rapposelli, Gianluca Aprile e Hedi Lackmon. “La forza di Progresso Blu non è il direttivo. La forza – dice la presidente Irene Sallemi – sono le persone che ogni giorno scelgono di partecipare. Il nostro compito è ascoltare, mettere in rete competenze diverse e trasformare le idee della comunità in proposte serie, credibili e realizzabili”. A raccontare a SHIPPING ITALY i primi passi di Progresso Blu è il direttore di macchina superiore a 3.000 kW, Gianluca Loreto.

Progresso Blu è nato da poche settimane. Come descriverebbe il movimento a chi non lo conosce ancora? Che cos’è, in concreto?

“Progresso Blu è un movimento civico nato dall’iniziativa di marittimi e professionisti del cluster marittimo italiano che condividono la volontà di dare voce a chi vive e lavora nel settore marittimo. È una comunità aperta a tutti i professionisti della blue economy, fondata sulla partecipazione, sul confronto e sulla costruzione di proposte condivise. In concreto, è uno spazio nel quale le esperienze dei singoli possono trasformarsi in una voce collettiva da portare all’attenzione delle istituzioni”.

Oggi preferite definirvi un movimento civico piuttosto che un’associazione. Perché avete scelto questo percorso e quando pensate che possa arrivare una costituzione formale?

“Abbiamo scelto di partire come movimento civico perché il nostro obiettivo iniziale è costruire una comunità prima ancora di una struttura. Lo Statuto definisce questa fase come temporanea e costitutiva, finalizzata al consolidamento dell’organizzazione e della partecipazione degli aderenti. La formalizzazione potrà avvenire una volta completato questo percorso condiviso”.

Nel cluster marittimo operano già associazioni di categoria, organizzazioni professionali e sindacati. Quale spazio ritenete che oggi non sia adeguatamente rappresentato e che Progresso Blu intenda occupare?

“Progresso Blu nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di partecipazione trasversale, aperto ai professionisti del mare e della blue economy, nel quale raccogliere esperienze, proposte e contributi provenienti da settori diversi. L’intenzione è favorire il dialogo e la collaborazione tra professionalità differenti, valorizzando ciò che le accomuna”.

C’è chi potrebbe chiedersi perché fosse necessario dare vita a un’altra realtà associativa. Qual è, secondo voi, il valore aggiunto che Progresso Blu può offrire rispetto a quanto già esiste?

“Il progetto nasce dalla volontà di creare una comunità partecipativa nella quale ogni aderente possa contribuire con la propria esperienza. Il valore aggiunto risiede nell’attenzione alla partecipazione diretta, alla trasparenza, alla condivisione delle decisioni e nella volontà di trasformare le esperienze quotidiane dei marittimi in proposte costruttive”.

Nel vostro documento parlate del rischio che alcune associazioni si siano progressivamente allontanate dalla propria base. È una riflessione generale o nasce da esperienze dirette vissute da voi o dai vostri aderenti?

“Progresso Blu concentra la propria attenzione sul percorso che intende costruire. L’obiettivo è mantenere un dialogo costante con gli aderenti, favorire il confronto e promuovere una partecipazione attiva, affinché le iniziative del movimento siano sempre il risultato di un ascolto condiviso”.

Tra gli obiettivi dichiarati c’è la volontà di costruire una comunità prima ancora di una struttura. Come si traduce questo principio nella pratica e come vengono raccolte e selezionate le proposte degli aderenti?

“La partecipazione rappresenta il principio centrale del progetto. Gli aderenti possono confrontarsi attraverso i canali ufficiali del movimento, condividere esperienze e avanzare proposte. Il Direttivo ha il compito di coordinare questo processo, mentre le decisioni vengono assunte secondo i principi di trasparenza, partecipazione e collegialità previsti dallo Statuto”.

Avete scelto di partire dal tema del diritto di voto dei marittimi imbarcati. Perché proprio questo argomento è diventato la vostra prima priorità e quali soluzioni state elaborando?

“Il diritto di voto rappresenta uno dei primi temi sui quali il movimento ha scelto di concentrare la propria attenzione perché riguarda la piena partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Le modalità operative e le eventuali proposte saranno sviluppate attraverso il confronto interno e il dialogo con le istituzioni competenti”.

Oltre al diritto di voto, quali sono le principali criticità del comparto marittimo sulle quali intendete intervenire nei prossimi mesi?

“Lo Statuto individua come priorità la valorizzazione del lavoro marittimo, il rafforzamento della rappresentanza, la tutela della dignità professionale e la promozione della blue economy. Le iniziative future saranno definite sulla base delle esigenze che emergeranno dal confronto con gli aderenti”.

Oggi quante adesioni avete raccolto e quale obiettivo vi siete dati per poter dire che Progresso Blu rappresenta una parte significativa della comunità marittima?

“Non vi è un obiettivo numerico, l’intenzione è costruire una rappresentanza credibile e partecipata, nella quale ogni adesione corrisponda a un reale coinvolgimento nella vita del movimento”.

Quali sono, in concreto, le richieste che Progresso Blu intende presentare alle istituzioni e al legislatore? Esistono già proposte operative o un’agenda di interventi?

“Progresso Blu intende promuovere un dialogo costruttivo con le istituzioni sui temi che riguardano il comparto marittimo. Lo Statuto definisce i principi e la missione del movimento, mentre l’agenda operativa sarà costruita progressivamente attraverso il contributo degli aderenti e gli organi del movimento”.

Immaginate Progresso Blu come un interlocutore alternativo alle associazioni e ai sindacati già esistenti oppure come un soggetto capace di collaborare con loro su obiettivi comuni?

“Progresso Blu nasce con uno spirito di collaborazione. Come affermato anche nel primo messaggio del Presidente, il progetto non nasce per sostituire le realtà già esistenti, ma per unire competenze, esperienze e settori diversi della marittimità italiana attorno a obiettivi comuni”.

Se tra cinque anni dovesse indicare un risultato che farebbe dire che Progresso Blu ha raggiunto il proprio scopo, quale sarebbe?

“Il risultato sarebbe quello di aver costruito una comunità solida, partecipativa e riconosciuta come interlocutore credibile sui temi del comparto marittimo, mantenendo fede ai principi di indipendenza, trasparenza, partecipazione e rappresentanza che ispirano il progetto fin dalla sua nascita”.

Quale cambiamento concreto vorreste aver contribuito a realizzare per la comunità marittima?

“Vorremmo aver contribuito a rafforzare la partecipazione dei professionisti del mare, valorizzando il loro ruolo e favorendo una maggiore condivisione delle esperienze e delle proposte. L’obiettivo è contribuire alla crescita di una comunità unita, consapevole e capace di dialogare con le istituzioni nel rispetto dei valori che caratterizzano Progresso Blu”.

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