Riprende una linea container di Gemini attraverso il Mar Rosso
Tornano le portacontainer ma i rischi restano elevati e il traffico resta lontano dalla normalità

Il ritorno delle navi portacontainer nel Mar Rosso procede, ma con estrema gradualità. L’annuncio di oggi di Maersk e Hapag-Lloyd, che riporteranno attraverso Suez un altro servizio della Gemini Cooperation, rappresenta l’ultimo passo di una progressiva riapertura della rotta tra Asia ed Europa, senza però segnare la fine della crisi che dal novembre 2023 ha spinto la gran parte delle compagnie a circumnavigare l’Africa.
La novità riguarda il servizio AE19 della Gemini, che torna immediatamente alla rotta trans-Suez in sostituzione del passaggio dal Capo di Buona Speranza. Si aggiunge all’AE15, riportato sulla rotta attraverso Suez all’inizio di luglio, e al servizio MECL di Maersk, destinato anch’esso a utilizzare nuovamente il corridoio Suez-Mar Rosso. La strategia rimane tuttavia esplicitamente condizionata all’evoluzione della sicurezza: le compagnie hanno già dimostrato quest’anno di poter invertire rapidamente le decisioni di routing quando il quadro regionale peggiora.
I dati sul traffico confermano che la riapertura è ancora parziale. Secondo Lloyd’s List Intelligence, tra il 27 luglio e il 2 agosto sono transitati attraverso il Bab el-Mandeb 266 mercantili, praticamente lo stesso livello della settimana precedente (275) e comunque il 24% in meno rispetto ai 354 transiti della settimana 13-19 luglio, immediatamente precedente all’annuncio del blocco marittimo Houthi nei confronti dell’Arabia Saudita. Il traffico, dunque, dopo il brusco calo iniziale sembra essersi stabilizzato, ma su livelli che erano già quelli della prima parte del 2026 e che restano molto inferiori alla situazione precedente alla crisi.
La riduzione, peraltro, non riguarda in maniera uniforme tutti i tipi di navi. L’impatto più evidente si registra sui tanker: il traffico delle navi cisterna commerciali, escludendo la cosiddetta shadow fleet, è diminuito del 42% nella settimana successiva all’annuncio del blocco saudita. Al contrario, il traffico complessivo delle altre categorie ha mostrato una maggiore capacità di adattamento. Nel tratto settentrionale del Mar Rosso, inoltre, il numero dei passaggi è rimasto sostanzialmente invariato.
Sul versante container, la riapertura non è comunque limitata ai due grandi vettori della Gemini. Il mercato sta vedendo anche la comparsa di servizi più circoscritti. La compagnia italiana Messina ha annunciato un nuovo collegamento India-Mar Rosso, fra Nhava Sheva, Sohar e Jeddah, con prima partenza prevista il 27 agosto. Hapag-Lloyd ha inoltre acquisito slot su un servizio settimanale della feeder line Global Feeder Shipping, collegando l’India al Mar Rosso e consentendo di raggiungere diversi mercati del Golfo senza attraversare lo Stretto di Hormuz.
Il quadro di sicurezza, però, resta tutt’altro che normalizzato. Gli Houthi hanno annunciato un blocco nei confronti delle navi legate all’Arabia Saudita e, secondo Lloyd’s List Intelligence, hanno già rivendicato un attacco riuscito contro una petroliera e tentato ulteriori attacchi contro navi collegate a interessi sauditi. Il 5 agosto il comandante di una petroliera ha inoltre riferito di aver udito una forte esplosione nelle vicinanze della nave mentre navigava nel Golfo di Aden. Nel frattempo il Joint War Committee ha esteso verso nord di circa 800 chilometri l’area del Mar Rosso soggetta a maggiori considerazioni per il rischio guerra, includendo anche scali sauditi come Jeddah e Yanbu.
È quindi ancora presto per parlare di ritorno alla normalità. La tendenza degli ultimi mesi indica che armatori e liner stanno tornando a considerare Suez un’opzione praticabile, ma lo fanno servizio per servizio e mantenendo la possibilità di tornare al Capo di Buona Speranza. Il dato più significativo è forse proprio questo: la rotta non è più considerata impraticabile in assoluto, ma il rischio di sicurezza continua a essere sufficientemente elevato da impedire, per ora, un ritorno generalizzato dei traffici.
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