Nel primo semestre 2026 tiene il traffico a Genova, cala a Savona
L’exploit dei rotabili compensa solo nel capoluogo e solo parzialmente il calo dei container. Bene le crociere, ma i passeggeri complessivi diminuiscono

Con un calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 è sceso sotto i 23 milioni di tonnellate il traffico nel porto di Genova nella prima metà dell’anno.
Più che la perdita di container (-0,3% in tonnellate, calate a 11,75 milioni e -1,5% in Teu, scesi a 1,19 milioni) a pesare sono state le performance di oli minerali e altri prodotti energetici (da 6,05 a 5,66 milioni di tonnellate, -6,5%) e dei prodotti siderurgici dell’ex Ilva (-40%, 384mila tonnellate), oltre al -20% nelle rinfuse solide (arrivate a 290mila tonnellate), al -13,7% di forestali e merci varie (249mila tonnellate), al -0,6% nelle altre rinfuse liquide (391mila tonnellate) e al -0,2% di bunkers e forniture di bordo (339mila tonnellate).
Insufficiente a raggiungere il segno positivo complessivo il risultato dell’unica merceologia in crescita, quella del traffico convenzionale e in particolare dei rotabili, cresciuti del 9,3% per 4,73 milioni di tonnellate e del 6,7% in metri lineari (2,53 milioni).
In calo del 4% invece i passeggeri dei traghetti (644mila), mentre i crocieristi sono aumentati dell’1,7% a quasi 667mila. Il bilancio complessivo dice -16mila circa (-1,2%)
Più severo il risultato per Savona e Vado Ligure: -2,7% per quasi 7,52 milioni di tonnellate. Il calo nei container è stato ancora più brusco: -19,1%, per 1,69 milioni di tonnellate, e -8% in Teu, scesi a 250mila. Anche qui i rotabili sono cresciuti, ma solo del 2,3% in tonnellate (1,34 milioni) e del 7,7% in metri lineari (985mila), così come sono aumentate le tonnellate di oli minerali e prodotti energetici movimentate (3,22 milioni, +8,6%), mentre hanno chiuso in negativo rinfuse solide (-7,6%, 859mila tonnellate), forestali e merci varie (-1,2%, 351mila tonnellate), altre rinfuse liquide (-23,5%, 43mila tonnellate) e bunkers e provviste (-29%, 15mila tonnellate).
Trend analoghi a quelli del capoluogo nei passeggeri, ma più accentuati: i passeggeri dei traghetti sono calati del 9,9%, sotto gli 80mila, mentre i crocieristi sono aumentati del 4,3% raggiungendo quasi i 412mila, per un incremento complessivo dell’1,7% (circa 6mila passeggeri in più fra traghetti e crociere).
A.M.
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