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Cresce il traffico merci nel porto di Bari; Brindisi in flessione

Traffici portuali in rilevante crescita si sono registrati nel sistema dell’Adriatico meridionale (Bari, Manfredonia, Monopoli, Barletta e Brindisi) che chiude il 2019 con 4.716 scali in totale (128 in più rispetto al 2018) e con 15.451.697 tonnellate di merci transitate, il 2,1%  in più rispetto all’anno precedente. Lo ha reso noto la locale Autorità di […]

di Nicola Capuzzo
5 Febbraio 2020
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Porto di Bari (2)

Traffici portuali in rilevante crescita si sono registrati nel sistema dell’Adriatico meridionale (Bari, Manfredonia, Monopoli, Barletta e Brindisi) che chiude il 2019 con 4.716 scali in totale (128 in più rispetto al 2018) e con 15.451.697 tonnellate di merci transitate, il 2,1%  in più rispetto all’anno precedente. Lo ha reso noto la locale Autorità di sistema portuale evidenziando in primis “il dato delle rinfuse solide che segnano un +5%, con quasi 6 milioni di tonnellate movimentate. Aumenta del 3,1% la stazza lorda delle navi che toccano i porti del sistema, a dimostrazione dell’attrattività degli scali e della conseguente necessità, nell’immediato futuro, di adeguamento delle infrastrutture, con particolare riferimento ai fondali”.  

Per quanto riguarda nello specifico il proto di Bari il 2019 è stato un anno record con 2.355 scali in totale, 68 in più rispetto al precedente esercizio. Il quantitativo delle merci movimentate è salito dell’11,1%,  raggiungendo il livello complessivo di più di 6 milioni di tonnellate; il maggior contributo è stato dato dall’imbarco e sbarco delle rinfuse solide che è aumentato del 35%. La movimentazione dei container è cresciuta del 21% per un totale 82.627 Teu, 14.365 in più rispetto all’anno scorso. Particolarmente dinamica è stata la movimentazione di merci a mezzo Tir e semirimorchi che è cresciuta di ben 7.932 pezzi, raggiungendo la cifra di 165.945. Nel 2019, infine, sono stati circa 1,2 milioni i passeggeri che hanno transitato a bordo di navi traghetto ro-ro.

Il Porto di Manfredonia ha fatto segnare, rispetto al 2018, una crescita sia nel totale delle tonnellate movimentate, circa il 30% in più (568.629 tonnellate movimentate), che nelle rinfuse solide che crescono del 35,4% e sono rappresentate per lo più da cereali (253.559 tonnellate, +14,5%). Il numero degli accosti ha toccato quota 230, vale a dire 34 in più rispetto al 2018.

Nel porto di Monopoli nel 2019 si sono registrati 133 accosti (33 in più rispetto all’anno precedente) e una movimentazione complessiva di 517.842 tonnellate, il 34,3% in più rispetto al 2018. Le rinfuse liquide hanno fatto segnare un’impennata addirittura del +80% (trattasi prevalentemente di olii vegetali e biodiesel). Buona la performance registrata, anche, dalle rinfuse solide (+5.5%), rappresentate principalmente da derrate alimentari, minerali/cementi, calci e da prodotti chimici.

Nel porto di Barletta, invece, nel 2019 si sono registrati 186 accosti (5 in meno rispetto al 2018) mentre sono state movimentate poco più di 800.000 tonnellate di merci (-8% circa rispetto all’anno precedente).

A proposito del porto di Brindisi, infine, restano stabili i dati, rispetto al 2018. Nell’anno appena trascorso si sono avuti 1.812 accosti, dato praticamente invariato rispetto all’anno precedente che si rapporta a un calo complessivo del -6.1% delle merci movimentate (7.460.776 di tonnellate). Tale flessione è verosimilmente influenzata dalla diminuzione della movimentazione dei prodotti petroliferi e del carbone. Poco, infatti, possono influire sul totale i sensibili aumenti registrati, invece, delle general cargo (+98.850) dei minerali/cementi e calci (+460.704 tonnellate), dei prodotti petroliferi gassosi (+40.000 tonnellate) e, in misura minore, dei prodotti chimici e metallurgici.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha spiegato che “nel porto di Barletta il calo dei traffici è connesso alla limitazione della infrastruttura e, pertanto, i dragaggi, l’abbattimento dei silos e la connessa riqualificazione della banchina, la manutenzione straordinaria delle banchine operative, lo spostamento dei depositi di carburante e la nuova stazione per le crociere permetteranno di recuperare a breve cospicui volumi di traffico”. Poi il presidente ha aggiunto: “Per Brindisi, che soffre una crisi connessa al mutamento del ciclo produttivo della centrale Enel, è invece necessario assecondare, attraverso una decisa infrastrutturizzazione, l’evoluzione dello scalo conformemente alla propria storica vocazione, in una prospettiva polifunzionale: turistica, industriale e gateway commerciale”.

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