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Aumento in arrivo per le sovrattasse portuali di Civitavecchia

L’Adsp riavvia la procedura per coprire i costi dell’allungamento dell’antemurale e, causa traffici in calo e stop al carbone, prospetta un incremento da record

di Andrea Moizo
9 Luglio 2024
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Civitavecchia porto

Rimandata di un anno per le proteste allora ingenerate negli operatori portuali, la procedura per aumentare le sovrattasse sulla merce imbarcata o sbarcata a Civitavecchia è stata riavviata dalla locale Autorità di sistema portuale e anche questa volta la levata di scudi è pressoché scontata.

L’iniziativa deriva dall’aumento dei costi per la realizzazione del prolungamento della diga antemurale, nonché banchina n.13 dello scalo, saliti a 106 milioni di euro, da coprirsi per 45 milioni di euro con un prestito della Banca europea degli investimenti. Un anno fa l’Adsp prospettò la copertura della rata di finanziamento con un aumento di 0,724 euro a tonnellata della sovrattassa applicata a Civitavecchia, pari a un rialzo di oltre il 100% dell’aliquota vigente (già aumentata a partire dal 2023 a circa 0,7 euro/tonnellata per finanziare l’intervento sul sistema del ferro dello scalo).

Complici le proteste degli operatori, il provvedimento venne rimandato, prevedendone l’entrata in vigore dal luglio di quest’anno, previo l’accordo con la Bei per la definizione entro fine 2024 delle condizioni del prestito. Ora l’Adsp – che aveva preso tempo nell’esplicita ipotesi di ottenere un finanziamento alternativo dallo Stato, finora mai concesso – ha nuovamente riaggiornato i termini della decisione e avviato una nuova istruttoria, preso atto di “mutate esigenze, dovute alla traslazione temporale dell’avvio dei lavori e alla necessità di ricalcolo dell’aliquota della sovrattassa in ragione di una differente stima del volume delle merci sbarcate ed imbarcate nel porto di Civitavecchia”.

In sostanza, cioè, i traffici sono in diminuzione e dal 2025 quello di carbone cesserà del tutto, sicché per coprire il costo della rata del prestito occorrerà un aumento dell’aliquota della sovrattassa ancor più cospicuo. Il procedimento amministrativo si concluderà entro fine mese, ma già nei giorni scorsi l’Adsp ha pubblicato un prospetto per il ricalcolo dell’aliquota.

In esso si prevede che, tolto il carbone, il volume medio delle merci tassabili (è escluso il traffico ro-ro, tutto o quasi nazionale) scenderà a poco più di 2,5 milioni di tonnellate. Dovendo coprire una rata di oltre 3,2 milioni di euro l’anno, l’incremento della sovrattassa previsto è pari quindi a 1,274 euro a tonnellata. A ciò per giunta Adsp, dato il calo di traffico, prevede di aggiungere anche un aumento di 0,044 euro a tonnellata a copertura dei costi per il sistema del ferro.

In totale, quindi, l’aumento che potrebbe entrare in vigore è di 1,318 euro a tonnellata, pari al 188% dell’aliquota vigente.

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