Sindacati francesi all’attacco di Corsica Linea e La Méridionale per Gnv e Corsica Ferries
Nel mirino della Cgt il servizio della compagnia di Msc fra Setè e l’Algeria e la nuova rotta delle navi gialle fra il porto occitano, Ajaccio e Porto Torres, frutto secondo il sindacato transalpino di concorrenza sleale

Mentre una delegazione sindacale delle sigle Samm e Stc dei marittimi di Corsica Linea e la Méridionale sarà ricevuta dal Ministero dei trasporti francese, dalla Cgt, il maggior sindacato transalpino, arriva alle due società la comunicazione di preavviso di sciopero: 48 ore di stop a inizio febbraio su tutte le navi delle due flotte.
Nella rivendicazione si accusa le due compagnie di non aver dato seguito all’impegno, assunto a inizio di dicembre scorso, per l’elaborazione di un “programma navale comune” che nel 2026 avrebbe dovuto esser messo in campo per potenziare le linee passeggeri fra Francia e Marocco “e fronteggiare l’iniziativa di Gnv a Sète, che, in bandiera internazionale (italiana, ndr), opera in totale infrazione della legge francese sulle regole di stabilimento”. Così come avrebbe dovuto migliorare il servizio fra Marsiglia e Corsica, fermando ugualmente l’espansione di Corsica Ferries sempre da Sète (la compagnia oltre a Ile Rousse servirà dal porto occitano anche Ajaccio e Porto Torres con 14 viaggi in triangolazione fra aprile e settembre, ndr), sempre in bandiera internazionale (italiana, ndr), contro le regole sulla continuità marittima verso la Corsica”.
Invece della promessa collaborazione, è l’accusa della Cgt, Corsica Linea e La Méridionale continuerebbero a operare in concorrenza sulla Corsica e, forse, un domani anche sulle linee Francia-Algeria, “facendo così il pericoloso gioco della liberalizzazione della navigazione nazionale strategica, a vantaggio di Gnv e Corsica Ferries, che operano in bandiera internazionale, e a detrimento di più di mille posti di lavoro”.
La protesta non è nuova, così come il tema del presunto dumping di Gnv e della disparità fra l’uso di diversi registri ha via via guadagnato spazio nel dibattito pubblico francese, oggetto anche di recenti iniziative parlamentari di diversa provenienza. Le due compagnie italiane non hanno per il momento commentato.
A.M.
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